Aggiornamento: 10 settembre 2026, ore 19:48 italiane. Le Borse europee hanno chiuso, mentre Wall Street è ancora in contrattazione: i dati USA indicati nell’articolo sono quindi intraday.
La giornata dei mercati è stata dominata da tre fattori: il nuovo rialzo dei tassi della BCE, l’ulteriore impennata del petrolio sopra quota 100 dollari e i dati sull’inflazione alla produzione negli Stati Uniti. Il risultato è stato un aumento della pressione sui rendimenti obbligazionari e una maggiore cautela sull’azionario globale.
Milano resiste meglio dell’Europa
Il FTSE MIB ha terminato la seduta a 52.082,01 punti. Rispetto ai 51.875,24 punti della chiusura precedente, il rialzo è stato di circa 0,4%. Piazza Affari ha quindi mostrato una tenuta migliore rispetto al quadro europeo, nonostante il brusco aumento dei rendimenti e il tono più restrittivo della BCE.
Nel resto d’Europa il clima è stato più debole: lo STOXX 600 ha perso lo 0,7%, scendendo sui minimi da circa due mesi. Le vendite si sono concentrate soprattutto sui settori più sensibili ai tassi e sull’industria mineraria.
BCE: tasso sui depositi al 2,50%
La Banca Centrale Europea ha aumentato i tassi di 25 punti base. Il tasso sui depositi sale così al 2,50%. Francoforte ha segnalato rischi al rialzo per l’inflazione, alimentati soprattutto dallo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente.
Il mercato ha reagito aumentando le aspettative per ulteriori strette: secondo i dati riportati da Reuters, gli operatori hanno iniziato a prezzare circa 60 punti base di rialzi aggiuntivi entro aprile 2027. Il rendimento del Bund decennale tedesco ha raggiunto i livelli più elevati dal 2011.
BTP e spread: rendimenti ancora elevati
Sul mercato italiano dei titoli di Stato, nelle prime rilevazioni della giornata lo spread BTP-Bund si muoveva intorno a 83-84 punti base, con il rendimento del BTP decennale in area 4,25%-4,26%. Dopo la decisione BCE i rendimenti governativi europei sono tornati a salire, riflettendo il timore che la fase di tassi elevati possa durare più a lungo.
Petrolio: nuovo salto sopra 100 dollari
Il petrolio è stato il vero protagonista della seduta. Il Brent è salito di circa il 5%, in area 106-107 dollari al barile, mentre il WTI ha superato i 100 dollari. A spingere i prezzi sono state le nuove tensioni sulle rotte marittime del Medio Oriente e il timore di ulteriori interruzioni dell’offerta.
Il rialzo dell’energia è particolarmente importante perché può trasferirsi sull’inflazione e rendere più difficile per le banche centrali allentare la politica monetaria. È questo il collegamento che oggi ha unito petrolio, bond e Borse.
Euro-dollaro poco sopra 1,16
Dopo il rialzo dei tassi della BCE, l’euro non si è rafforzato in modo significativo. Il cambio EUR/USD oscillava intorno a 1,163, mentre il dollaro recuperava terreno grazie ai dati americani e alle aspettative di una Federal Reserve più restrittiva.
Wall Street ancora aperta: indici in rosso
Alle 12:11 di New York, quindi con la seduta USA ancora in corso, il Dow Jones perdeva lo 0,67%, l’S&P 500 lo 0,58% e il Nasdaq lo 0,61%. Il rendimento del Treasury decennale era salito fino a circa 4,92%, sui massimi dal 2023.
A pesare sono stati anche i prezzi alla produzione statunitensi: il PPI di agosto ha mostrato una crescita annua del 5,4%, mantenendo elevata l’attenzione sul rischio inflazione. Il mercato continua così a discutere la possibilità di un nuovo rialzo dei tassi Fed nella riunione della prossima settimana.
Cosa osservare domani, 11 settembre
- Inflazione USA: sarà pubblicato il CPI di agosto, il dato più importante della giornata. Un dato superiore alle attese potrebbe aumentare ulteriormente le probabilità di una stretta Fed; un dato più moderato potrebbe invece ridurre la pressione sui rendimenti.
- Petrolio e Medio Oriente: Brent e WTI resteranno centrali. Nuove notizie sulle rotte di Hormuz e del Mar Rosso possono avere un impatto immediato su inflazione, bond e azionario.
- Mercato obbligazionario: dopo il rialzo BCE, sarà importante verificare se Bund, BTP e Treasury continueranno a registrare rendimenti crescenti.
- Wall Street: il comportamento dei titoli tecnologici e dei settori sensibili ai tassi darà indicazioni sulla capacità del mercato USA di assorbire rendimenti più elevati.
- Sentiment USA: è attesa anche la lettura preliminare dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.
Il punto RendeChiaro
La seduta del 10 settembre mostra un mercato entrato in una fase più delicata: l’azionario deve fare i conti contemporaneamente con petrolio più caro e rendimenti obbligazionari in aumento. Il dato sull’inflazione americana di domani sarà quindi particolarmente importante, perché potrebbe modificare rapidamente le aspettative sui tassi della Federal Reserve.
Fonti: Borsa Italiana, BCE, Reuters, ANSA. Dati aggiornati alle ore 19:48 italiane del 10 settembre 2026. I dati di Wall Street sono intraday e non rappresentano i valori di chiusura.
