Aggiornato alle 9:55, ora italiana. La giornata sui mercati si apre all’insegna della prudenza. Il filo conduttore resta lo stesso: petrolio ancora molto caro, rendimenti obbligazionari in aumento e attesa per la Federal Reserve, che oggi inizia la riunione di politica monetaria che terminerà domani.
Il Brent si muove intorno ai 107,5 dollari al barile, mentre il rendimento del Treasury USA a dieci anni ha superato il 5,02%, sui livelli più alti dal 2007. Due segnali che riportano al centro del mercato il rischio di un’inflazione più persistente del previsto.
Italia: Piazza Affari cerca stabilità
Milano arriva alla seduta di oggi dopo il netto calo di ieri, quando il FTSE MIB ha chiuso a 51.628,77 punti, in ribasso dell’1,68%. Il mercato italiano resta particolarmente sensibile all’andamento dei rendimenti obbligazionari e alle prospettive sui tassi.
Tra i comparti da seguire ci sono soprattutto banche, tecnologia ed energia. Il petrolio elevato può sostenere i titoli del settore energetico, ma allo stesso tempo aumenta le preoccupazioni sull’inflazione e sui costi per imprese e famiglie.
Sul fronte macroeconomico, la bilancia commerciale italiana di luglio ha mostrato un surplus di circa 4,77 miliardi di euro, superiore ai 4,23 miliardi precedenti. Nel corso della giornata resteranno importanti anche i movimenti dei BTP e dello spread, in un contesto di rialzo generalizzato dei rendimenti globali.
Europa: borse in calo, pesano banche e inflazione
Le Borse europee hanno aperto deboli. Poco dopo l’avvio degli scambi, lo STOXX 600 perdeva circa lo 0,4%, con le banche tra i settori più penalizzati.
Il tema centrale resta l’energia. Le tensioni in Medio Oriente e i problemi alle infrastrutture petrolifere saudite mantengono il greggio su livelli elevati, alimentando il timore che l’aumento dei costi energetici possa tradursi in nuova pressione sui prezzi al consumo.
Il quadro è particolarmente delicato perché arriva dopo il recente rialzo dei tassi della BCE. Se petrolio e rendimenti dovessero restare elevati, le banche centrali potrebbero avere meno spazio per adottare politiche più accomodanti nei prossimi mesi.
In mattinata gli investitori guardano anche all’indice ZEW tedesco e alla bilancia commerciale dell’Eurozona, indicatori utili per capire quanto il quadro economico europeo riesca a reggere l’aumento dei costi finanziari.
Stati Uniti: Treasury sopra il 5%, tutti aspettano la Fed
Il vero centro della giornata resta però Washington. Oggi inizia la riunione di due giorni della Federal Reserve; la decisione sui tassi arriverà domani.
Il mercato attribuisce una probabilità molto elevata a un rialzo di 25 punti base. Il segnale più evidente della tensione arriva dal mercato obbligazionario: il rendimento del Treasury decennale ha toccato circa il 5,03%, il livello più alto dal 2007.
Rendimenti così elevati aumentano la concorrenza delle obbligazioni rispetto alle azioni e possono pesare soprattutto sui titoli con valutazioni elevate. Ieri Wall Street ha chiuso in ribasso: S&P 500 -0,48%, Nasdaq -0,56% e Dow Jones -0,29%.
Nel pomeriggio arriverà anche l’indice manifatturiero Empire State di New York, mentre gli operatori continueranno a leggere ogni dato con una domanda precisa: la Fed dovrà limitarsi a un solo rialzo o il ciclo restrittivo potrebbe proseguire?
Petrolio: resta il principale fattore di rischio
Il Brent viaggia intorno ai 107,5 dollari e il WTI sopra i 103 dollari. Le quotazioni sono sostenute dalle nuove tensioni sulle forniture dal Golfo e dai problemi alla pipeline saudita East-West.
Finché il petrolio resterà su questi livelli, sarà difficile per i mercati ignorare il rischio di una nuova spinta inflazionistica. Ed è proprio questo che rende più complesso il lavoro delle banche centrali: contenere i prezzi senza frenare eccessivamente l’economia.
Cosa aspettarsi oggi
- Petrolio: un nuovo avvicinamento a 110 dollari potrebbe aumentare la pressione sulle Borse.
- Rendimenti obbligazionari: il Treasury USA sopra il 5% è una soglia importante anche dal punto di vista psicologico.
- Fed: oggi inizia il meeting; la decisione sui tassi arriverà domani.
- Tecnologia: dopo le vendite sui semiconduttori, sarà importante capire se arriverà un rimbalzo o se continueranno le prese di profitto.
In sintesi
Per Milano ed Europa lo scenario resta prudente, con petrolio e tassi che possono limitare eventuali tentativi di recupero. Per Wall Street, invece, il livello del Treasury decennale e le aspettative sulla Fed continueranno probabilmente a dominare la giornata.
La situazione non indica necessariamente l’inizio di una fase fortemente ribassista, ma il mercato è entrato in una fase in cui energia, inflazione e tassi sono tornati ad avere un peso decisamente maggiore. Per investitori e risparmiatori, più che inseguire i movimenti di una singola seduta, sarà importante osservare come cambieranno le aspettative sui tassi dopo la riunione della Federal Reserve.
Fonti: Reuters; Borsa Italiana/Radiocor. Dati aggiornati alla mattina del 15 settembre 2026.


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