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Carburanti: scattano gli sconti, ma Trump apre alla riduzione dell’export di gasolio. Prezzi a rischio

Pompe di carburante con raffineria, nave cisterna e bandiera degli Stati Uniti sullo sfondo

IN BREVE

Scattano gli sconti su benzina e diesel, ma dagli USA arriva una nuova incognita: Trump ha sostenuto l’idea di limitare le esportazioni di gasolio. Cosa può succedere ai prezzi.

Da oggi scattano nuovi sconti alla pompa, ma sul mercato internazionale cresce un’incognita che riguarda soprattutto il diesel: negli Stati Uniti Donald Trump ha sostenuto l’idea di limitare le esportazioni di gasolio per raffreddare i prezzi interni. La Casa Bianca ha poi escluso che sia già pronto un blocco di 90 giorni, ma il tema resta aperto. Per l’Europa, già alle prese con un’offerta ridotta di prodotti raffinati, sarebbe un ulteriore fattore di pressione.

Eni abbassa il tetto: benzina a 1,99 e diesel a 2,19 euro

Il primo effetto concreto per gli automobilisti italiani arriva da Enilive. Dal 28 settembre Eni applica un tetto massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio. La misura durerà inizialmente 30 giorni e potrà essere prorogata fino alla fine dell’anno, in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Secondo Eni, il price cap vale circa 17 centesimi al litro in meno rispetto ai livelli medi precedenti. Anche Socar, proprietaria di Italiana Petroli, ha annunciato l’introduzione progressiva di limiti ai prezzi sulla rete IP, senza però indicare un unico prezzo massimo nazionale.

Quanto si risparmia su un pieno

Gli ultimi dati Mimit disponibili domenica 27 settembre indicavano un prezzo medio self di 2,159 euro al litro per la benzina e 2,377 euro per il diesel. In autostrada il gasolio era arrivato a una media di 2,459 euro al litro.

Confrontando quei valori con il tetto Enilive, su un pieno da 50 litri il vantaggio teorico è di circa 8,45 euro per la benzina e 9,35 euro per il diesel. Il risparmio reale dipenderà naturalmente dal prezzo che il singolo impianto praticava prima dell’intervento.

Il rischio arriva dagli Stati Uniti

Il nodo internazionale riguarda proprio il gasolio. Il 22 settembre il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di sostenere l’idea di fermare o ridurre le esportazioni di diesel, spiegando di aver chiesto ai propri collaboratori di valutare questa strada. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato che l’amministrazione stava esaminando la fattibilità di un intervento, totale o parziale.

Il giorno successivo, tuttavia, la Casa Bianca ha smentito che sia in preparazione un vero e proprio divieto di esportazione di 90 giorni. Anche il segretario all’Energia Chris Wright ha avvertito che un blocco totale potrebbe produrre effetti controproducenti, riducendo l’attività delle raffinerie americane e facendo salire anche i prezzi di benzina e carburante per aviazione.

La posizione americana, quindi, non è ancora una decisione operativa. Ma il fatto che Washington stia valutando come trattenere più gasolio sul mercato interno è sufficiente a creare una nuova fonte di incertezza.

Perché una riduzione dell’export USA può pesare sull’Europa

Gli Stati Uniti sono uno dei grandi esportatori mondiali di diesel. Se una quota maggiore della produzione venisse trattenuta all’interno del Paese, sul mercato internazionale resterebbe meno prodotto disponibile proprio mentre le forniture sono già sotto pressione per le tensioni geopolitiche e per i problemi alle raffinerie in diverse aree del mondo.

L’Europa è particolarmente esposta. Eni ricorda che nel continente sono state chiuse quasi 30 raffinerie negli ultimi 15 anni, riducendo la capacità di compensare rapidamente eventuali cali delle importazioni.

Prezzi a rischio: cosa può succedere adesso

Per gli automobilisti italiani il quadro presenta quindi due forze opposte. Da una parte gli sconti e i tetti introdotti dalle compagnie possono ridurre subito il costo alla pompa. Dall’altra, una nuova contrazione dell’offerta internazionale di diesel potrebbe spingere nuovamente verso l’alto le quotazioni all’ingrosso.

Non significa che un aumento dei prezzi in Italia sia automatico: molto dipenderà dalle decisioni effettive dell’amministrazione americana, dall’andamento del petrolio e dalla disponibilità delle raffinerie. Ma nelle prossime settimane il dossier statunitense sulle esportazioni di gasolio sarà uno dei fattori da seguire con maggiore attenzione.

Fonti: Eni, Mimit/ANSA, Reuters. I prezzi indicati sono valori medi o massimi comunicati dalle fonti e possono variare tra i singoli impianti.

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