I rendimenti dei titoli di Stato italiani tornano sopra il 4%. Nell’asta del 29 settembre il BTP a 5 anni ha raggiunto il 4,08%, mentre il decennale è salito al 4,58%. Vediamo cosa significa concretamente per un risparmiatore.
I BTP tornano a offrire rendimenti che non si vedevano da circa tre anni. Nell’asta del 29 settembre il Tesoro ha collocato titoli di Stato a medio-lungo termine in una fase in cui i rendimenti obbligazionari sono tornati a salire.
Il nuovo BTP a 5 anni, con scadenza febbraio 2032, ha registrato un rendimento del 4,08%. Il BTP a 10 anni con scadenza ottobre 2036 è arrivato al 4,58%, con cedola annua del 4%.
Quanto rendono 10.000 euro?
Prendiamo il BTP decennale. Il titolo ha una cedola annuale del 4%. Su 10.000 euro di valore nominale significa:
- 400 euro lordi di cedole all’anno
- circa 350 euro netti, considerando la tassazione agevolata del 12,5% prevista per i titoli di Stato italiani.
Il rendimento del 4,58%, però, non coincide con la cedola. Il rendimento a scadenza tiene conto anche del prezzo a cui il titolo viene acquistato e del rimborso finale a 100.
Come ordine di grandezza, considerando la fiscalità agevolata e semplificando il calcolo, un rendimento lordo intorno al 4,58% corrisponde a circa il 4% netto fiscale annuo, prima di eventuali commissioni e altri costi.
Meglio 5 o 10 anni?
Il BTP a 5 anni rende il 4,08%, mentre quello a 10 anni arriva al 4,58%. La maggiore durata offre oggi un rendimento più elevato, ma comporta anche oscillazioni di prezzo potenzialmente maggiori.
Se i tassi di mercato dovessero salire ancora, infatti, il prezzo dei BTP già in circolazione potrebbe scendere. L’effetto tende a essere più marcato sui titoli con scadenze più lunghe.
Per chi porta il titolo fino alla scadenza, invece, le oscillazioni intermedie hanno un’importanza minore: salvo problemi dell’emittente, il capitale nominale viene rimborsato alla scadenza.
Perché il rendimento più alto non è sempre una buona notizia
Per chi compra nuovi titoli, rendimenti più elevati significano un potenziale interesse maggiore. Per chi possiede già BTP e vuole venderli prima della scadenza, invece, l’aumento dei tassi può tradursi in una diminuzione del valore di mercato del titolo.
È quindi importante distinguere tra rendimento a scadenza e andamento del prezzo nel breve periodo.
Con rendimenti tornati sopra il 4%, i BTP diventano nuovamente un’alternativa da confrontare con conti deposito, obbligazioni ed ETF obbligazionari per chi cerca rendimento senza esporsi direttamente al mercato azionario.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza o raccomandazione di investimento.


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