Seduta prudente sui mercati finanziari. Piazza Affari riesce a chiudere appena sopra la parità, mentre il quadro europeo resta debole e Wall Street termina in leggero calo. A dominare la giornata sono ancora i rendimenti obbligazionari, tornati su livelli che il mercato non vedeva da molti anni.
Milano resiste: FTSE MIB +0,09%
Il FTSE MIB ha chiuso a 51.804,94 punti, +0,09%. Dopo un avvio più brillante, Piazza Affari ha ridotto i guadagni nel corso della seduta, in un contesto condizionato dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. I dati ufficiali di Borsa Italiana confermano una chiusura praticamente invariata.
Europa debole, tecnologia in controtendenza
In Europa lo STOXX Europe 600 ha terminato la seduta in calo dello 0,1%. A pesare sono stati soprattutto i rendimenti obbligazionari elevati e il settore energetico, mentre la tecnologia si è distinta in positivo con un rialzo di circa il 2,5%. A Londra il FTSE 100 ha perso lo 0,45%, chiudendo a 10.636,71 punti.
Wall Street chiude in rosso
Anche negli Stati Uniti prevale la cautela. Il Dow Jones ha perso lo 0,26% a 51.349,92 punti, l’S&P 500 lo 0,17% a 7.670,84 punti e il Nasdaq lo 0,08% a 26.797,54 punti.
Il vero protagonista resta però il mercato obbligazionario: il rendimento del Treasury americano a 10 anni ha toccato il 5,293%, massimo dal 2007, mentre il trentennale è salito fino al 5,6206%, livello che non si vedeva dal 2002. Rendimenti così elevati aumentano il costo del capitale e rendono le obbligazioni più competitive rispetto alle azioni.
Gli appuntamenti di domani, 30 settembre
La giornata di mercoledì sarà molto ricca di dati. In Italia l’Istat pubblicherà alle 10:00 la fiducia di consumatori e imprese di settembre e alle 11:00 la stima preliminare dell’inflazione di settembre.
Negli Stati Uniti arriverà il rapporto ADP sull’occupazione privata, seguito alle 14:30 ora italiana dalla terza stima del PIL del secondo trimestre e dai dati su redditi e consumi personali, che comprendono l’indice dei prezzi PCE, uno degli indicatori d’inflazione più osservati dalla Federal Reserve.
Cosa può muovere i mercati
Il punto centrale sarà capire se le pressioni sui prezzi stanno tornando ad accelerare. Un PCE statunitense superiore alle attese potrebbe mantenere elevati i rendimenti e rafforzare le aspettative di una politica monetaria più restrittiva. Un dato più moderato potrebbe invece offrire sollievo ai mercati azionari.
Fonti: Borsa Italiana, Reuters, Istat, BEA e ADP. Dati aggiornati alla chiusura del 29 settembre 2026.


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