Gli italiani guardano ai prossimi mesi con maggiore prudenza. A settembre l’indice di fiducia dei consumatori è sceso da 94,5 a 91,2 punti, mentre quello delle imprese è passato da 97,0 a 95,9, secondo i dati diffusi oggi dall’Istat.
È un segnale da seguire perché quando famiglie e imprese diventano più prudenti possono cambiare anche le decisioni su acquisti, risparmio e investimenti.
Famiglie meno fiduciose
Secondo l’Istat, a settembre diminuiscono il clima di fiducia complessivo dei consumatori e le valutazioni sulla situazione personale, corrente e futura. Il peggioramento è leggermente più marcato per il clima economico generale.
L’Istat precisa però che la dinamica di settembre risente in parte di alcuni cambiamenti nell’organizzazione della rete di rilevazione. Anche al netto degli effetti stimati di questi cambiamenti, resta comunque una moderata riduzione della fiducia.
Perché interessa anche il portafoglio delle famiglie
La fiducia non è soltanto un indicatore statistico. Quando cresce l’incertezza, una famiglia può essere portata a rinviare gli acquisti più costosi, tenere più liquidità disponibile, ridurre le spese non indispensabili o diventare più prudente nelle decisioni di investimento.
Il dato arriva inoltre nello stesso giorno in cui l’inflazione italiana è stata stimata al 4,2% su base annua. Su RendeChiaro abbiamo spiegato cosa significa questo aumento dei prezzi per potere d’acquisto e risparmi.
Anche le imprese frenano
Il clima di fiducia delle imprese scende da 97,0 a 95,9 punti, interrompendo tre mesi consecutivi di crescita. La situazione non è però uguale in tutti i settori.
Nella manifattura l’indice migliora da 90,2 a 91,9. Peggiorano invece i servizi di mercato, da 99,4 a 96,9, il commercio al dettaglio, da 106,5 a 104,5, e soprattutto le costruzioni, da 102,8 a 97,5.
Cosa significa per chi risparmia
Un calo della fiducia non significa automaticamente che arriverà una recessione né che sia necessario cambiare immediatamente i propri investimenti. È però un indicatore utile per capire come stanno cambiando le aspettative di famiglie e imprese.
Inflazione elevata, minore fiducia e maggiore prudenza possono spingere molte famiglie a cercare soprattutto liquidità, protezione del capitale e rendimento reale. Il punto da ricordare è che tenere denaro fermo riduce il rischio di oscillazioni, ma con prezzi in crescita può anche significare perdere progressivamente potere d’acquisto.


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