Wall Street chiude la settimana in rialzo e Piazza Affari rimbalza dopo la forte volatilità delle ultime sedute. Il FTSE MIB termina a 50.483 punti, +0,49%, mentre negli Stati Uniti il dato sull’occupazione più debole delle attese riduce le probabilità di un nuovo rialzo immediato dei tassi della Federal Reserve.
Milano chiude a +0,49%: tecnologia protagonista
A Piazza Affari la seduta si chiude con un recupero moderato ma ben visibile. Il FTSE MIB guadagna lo 0,49% e torna sopra quota 50.400 punti. Sul mercato obbligazionario lo spread BTP-Bund si restringe in area 115 punti base, mentre il rendimento del BTP decennale si porta intorno al 4,6%.
La parte più forte del listino è quella tecnologica: semiconduttori e infrastrutture digitali guidano i rialzi, mentre banche e alcuni titoli industriali restano più deboli.
I 5 migliori titoli del FTSE MIB
- STMicroelectronics +6,67%
- Technoprobe +5,99%
- Prysmian +3,96%
- Inwit +2,28%
- FinecoBank +2,21%
Cosa ci dice questa classifica? Il rialzo non è uniforme: gran parte della forza arriva da tecnologia e infrastrutture digitali. STMicroelectronics, Technoprobe e Prysmian corrono molto più dell’indice generale e mostrano dove si è concentrato il denaro nella seduta.
I 5 peggiori titoli del FTSE MIB
- Telecom Italia -2,45%
- Fincantieri -1,98%
- Amplifon -1,95%
- Unipol -1,11%
- BPER Banca -1,04%
Tra i bancari restano deboli anche UniCredit, Intesa Sanpaolo e Banco BPM. È quindi una giornata positiva per l’indice, ma con una partecipazione molto selettiva dei singoli titoli.
Europa in rialzo: Francoforte guida
Il segno verde prevale anche sulle principali Borse europee. Francoforte chiude a +1,24%, Parigi a +0,79%, Londra a +0,32% e Madrid a circa +0,4%. Il recupero arriva dopo una fase di forte pressione sui mercati obbligazionari e beneficia del calo dei rendimenti e di un clima meno teso sui tassi.
Wall Street chiude in rialzo: Nasdaq +1,19%
Negli Stati Uniti la seduta termina con acquisti diffusi:
- S&P 500: +0,76% a 7.724,38 punti
- Nasdaq Composite: +1,19% a 27.191,33 punti
- Dow Jones: +0,51% a 51.186,71 punti
Il dato decisivo arriva dal mercato del lavoro americano: a settembre sono stati creati soltanto 29.000 nuovi posti di lavoro, contro circa 90.000 attesi. Anche i dati dei due mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso.
Il punto RendeChiaro: perché una cattiva notizia sull’economia ha fatto salire le Borse?
A prima vista sembra un paradosso: meno posti di lavoro del previsto, ma Borse in rialzo. Il punto è che un mercato del lavoro meno surriscaldato riduce la pressione sulla Federal Reserve per aumentare ancora rapidamente il costo del denaro.
Dopo il dato sull’occupazione, le probabilità implicite di un rialzo dei tassi da almeno 25 punti base alla riunione di ottobre sono scese sotto il 23%, contro oltre il 60% di una settimana prima. È questo il passaggio chiave della giornata.
In pratica, Wall Street non ha festeggiato perché l’economia americana va peggio: ha festeggiato perché è diminuito uno dei rischi che più pesavano sulle valutazioni, cioè un nuovo rialzo immediato dei tassi. Ed è anche per questo che il Nasdaq e i titoli più sensibili ai tassi hanno reagito meglio.
RendeChiaro: tradotto in euro
Le percentuali di Borsa sono più facili da capire se le trasformiamo in numeri concreti. Su un investimento teorico di 10.000 euro, un movimento identico a quello degli indici di oggi equivarrebbe indicativamente a:
- FTSE MIB +0,49% → circa +49 euro
- S&P 500 +0,76% → circa +76 euro
- Nasdaq +1,19% → circa +119 euro
È solo un esempio matematico: un ETF o un portafoglio reale può ottenere un risultato diverso per effetto della composizione dello strumento, del cambio euro/dollaro, dei costi e della fiscalità.
Cosa significa per chi ha ETF, BTP o liquidità?
ETF azionari: la seduta è stata favorevole soprattutto per chi è esposto alla tecnologia americana, anche se una singola giornata non cambia la logica di un investimento di lungo periodo.
BTP: il calo dei rendimenti aiuta i prezzi dei titoli già in circolazione, perché prezzi e rendimenti obbligazionari tendono a muoversi in direzioni opposte. Il restringimento dello spread è quindi un segnale da seguire.
Liquidità e conti remunerati: se le aspettative sui tassi dovessero diventare meno aggressive, nel tempo potrebbe diminuire anche la remunerazione offerta su depositi e strumenti monetari. Non è però una conseguenza automatica del dato di oggi.
Cosa guardare lunedì
Dopo il weekend, l’attenzione si sposterà soprattutto sui dati sull’attività dei servizi. Negli Stati Uniti l’ISM Services PMI di settembre è previsto lunedì 5 ottobre alle 16:00 ora italiana. Dopo il dato debole sul lavoro, ogni nuova indicazione sulla forza dell’economia americana verrà letta anche in funzione delle prossime mosse della Fed.
In Europa resteranno sotto osservazione i rendimenti obbligazionari, l’inflazione e il petrolio: sono questi i tre fattori che, insieme ai dati macro USA, possono determinare il tono della prossima settimana.
Contenuto a scopo informativo. I dati di mercato fotografano la seduta del 2 ottobre 2026 e non costituiscono una raccomandazione di investimento.
A cura di Andrea Aidala – RendeChiaro.


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