Donald Trump e Vladimir Putin riaprono una porta che sembrava chiusa: il gasolio russo tornerà in quantità significative sul mercato internazionale.
Dopo una telefonata tra i due presidenti, Trump ha annunciato che la Russia metterà a disposizione oltre 300.000 tonnellate di diesel immediatamente, altre 500.000 tonnellate a novembre, un ulteriore milione di tonnellate successivamente e, secondo quanto annunciato dal presidente americano, fino ad altre 3 milioni di tonnellate compatibilmente con la capacità delle raffinerie russe. Il totale potenziale arriva quindi a circa 4,8 milioni di tonnellate. Washington ha inoltre temporaneamente allentato le sanzioni statunitensi sul diesel russo per consentire l’operazione.
Il mercato ha reagito subito: i future americani sul diesel sono scesi di oltre il 4% dopo l’annuncio. Ma la domanda per chi vive in Italia è un’altra: questo accordo può davvero far scendere il prezzo che paghiamo al distributore?
In Italia il gasolio è ancora a 2,252 euro al litro
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 10 ottobre 2026, il prezzo medio nazionale del gasolio self è di 2,252 euro al litro, contro 2,258 euro del giorno precedente. In autostrada la media è di 2,271 euro. La benzina self è invece a 2,035 euro.
Il piccolo calo di oggi è quindi di appena 0,6 centesimi al litro. È troppo presto per attribuirlo all’accordo Trump-Putin, ma il nuovo scenario internazionale può cambiare le aspettative sul mercato dei distillati.
Perché l’accordo può incidere sui prezzi
Il diesel è un prodotto raffinato diverso dal petrolio greggio e il suo prezzo dipende non solo dal Brent, ma anche dalla disponibilità delle raffinerie e dall’equilibrio tra domanda e offerta mondiale.
Se milioni di tonnellate di prodotto russo tornano disponibili sul mercato globale, la pressione sui prezzi all’ingrosso può diminuire. Anche se il diesel russo non dovesse arrivare direttamente in Italia, una maggiore disponibilità mondiale può ridurre la competizione per le forniture provenienti da altre raffinerie e alleggerire le quotazioni internazionali.
Non è però automatico. Diversi analisti sottolineano che parte dei flussi potrebbe semplicemente spostarsi da un compratore all’altro: in quel caso l’aumento effettivo dell’offerta mondiale sarebbe più limitato.
Un -5% sui mercati non significa -5% al distributore
Questo è il passaggio più importante per chi fa rifornimento. Se le quotazioni internazionali del diesel scendono del 5%, non bisogna aspettarsi automaticamente un -5% sul prezzo alla pompa.
Su 2,252 euro al litro, un calo del 5% equivarrebbe teoricamente a oltre 11 centesimi. Ma il calcolo sarebbe fuorviante, perché una parte rilevante del prezzo finale è composta da accise, IVA, distribuzione e margini, componenti che non seguono nella stessa proporzione il prezzo internazionale del prodotto.
C’è anche il nodo delle accise italiane
Dal 6 ottobre è terminato lo sconto fiscale da 6,1 centesimi al litro che aveva temporaneamente ridotto il peso delle accise sul gasolio. Questo significa che una parte dell’eventuale beneficio derivante dal calo delle quotazioni internazionali deve prima compensare il maggiore carico fiscale tornato sul prezzo finale.
Quanto potrebbe risparmiare una famiglia?
Oggi 50 litri di gasolio al prezzo medio nazionale di 2,252 euro costano circa 112,60 euro. Ecco alcuni scenari puramente indicativi per capire quanto dovrebbe scendere il prezzo alla pompa perché il risparmio diventi percepibile.
| Calo del gasolio | Prezzo al litro | Costo 50 litri | Risparmio |
|---|---|---|---|
| 5 centesimi | 2,202 € | 110,10 € | 2,50 € |
| 10 centesimi | 2,152 € | 107,60 € | 5,00 € |
| 15 centesimi | 2,102 € | 105,10 € | 7,50 € |
| 20 centesimi | 2,052 € | 102,60 € | 10,00 € |
Non sono previsioni: sono scenari. Servono a mostrare quanto una discesa delle quotazioni internazionali dovrebbe trasferirsi alla pompa per produrre un risparmio concreto.
Aggiornamento 11 ottobre: perché il gasolio russo potrebbe non far scendere i prezzi in Italia
Le prime valutazioni degli analisti ridimensionano le aspettative. Secondo un’analisi di Bloomberg riportata da ANSA il 10 ottobre, l’allentamento delle sanzioni statunitensi può raffreddare le quotazioni del diesel, ma difficilmente risolverà la carenza globale. Il problema principale rimane la guerra in Medio Oriente, che ha compromesso produzione, trasporti e scorte.
Ci sono tre ostacoli concreti: le quantità annunciate sono limitate rispetto ai consumi mondiali; gli attacchi alle raffinerie russe potrebbero impedire a Mosca di rispettare le consegne; e le sanzioni europee sui prodotti petroliferi russi non sono state revocate. Per l’Italia un eventuale beneficio sarebbe quindi soprattutto indiretto, attraverso le quotazioni internazionali.
Le 4,8 milioni di tonnellate citate da Trump rappresentano un massimo potenziale annunciato, non carburante già consegnato. Anche qualora arrivassero, il loro effetto potrebbe essere temporaneo. Il calo dei future dopo l’annuncio non dimostra che i prezzi ai distributori italiani diminuiranno nella stessa misura.
Che cosa significa per chi fa rifornimento? Per ora non c’è un risparmio certo da mettere a bilancio. Occorrerà verificare le consegne effettive, le quotazioni europee del diesel e i successivi prezzi medi pubblicati dal MIMIT. Le simulazioni sui 50 litri riportate in questo articolo restano esempi matematici, non previsioni.
Fonti dell’aggiornamento: ANSA, 10 ottobre; Sky TG24, 10 ottobre.
Cosa dobbiamo guardare adesso
La prima verifica interessante arriverà con le prossime sedute dei mercati energetici. Se le quotazioni europee del gasolio continueranno a scendere e le forniture russe annunciate entreranno davvero sul mercato, la pressione che nelle ultime settimane ha spinto il diesel verso l’alto potrebbe attenuarsi.
La variabile decisiva sarà capire quante delle 4,8 milioni di tonnellate annunciate arriveranno realmente sul mercato e in quanto tempo. Trump ha promesso un calo rapido dei prezzi; gli analisti restano più prudenti.
Ed è proprio questo il dato che RendeChiaro seguirà: non quanto scende il future del diesel, ma quanti centesimi spariscono davvero dal cartello del distributore.
Fonti
- Reuters – accordo Trump-Putin e forniture di diesel russo.
- MIMIT – prezzi medi dei carburanti aggiornati al 10 ottobre 2026.
- ANSA – fine dello sconto fiscale sul gasolio.
- Associated Press – valutazioni sull’impatto potenziale dell’accordo sui prezzi.
a cura di Andrea Aidala


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