Seduta prudente a New York: Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq terminano tutti in rosso. I semiconduttori tornano sotto pressione mentre parte la stagione delle trimestrali delle grandi banche. Mercoledì 14 ottobre arriva il dato sui prezzi al consumo USA: sarà uno degli appuntamenti più importanti della settimana.
Wall Street chiude la seduta di martedì 13 ottobre 2026 senza grandi scossoni sugli indici, ma con parecchio movimento sotto la superficie.
- Dow Jones: 51.670,10 punti, in calo di circa 0,35%
- S&P 500: 7.805,45 punti, sostanzialmente invariato, -0,02%
- Nasdaq Composite: 27.204,38 punti, circa -0,15%
Una giornata apparentemente tranquilla, quindi. Ma dietro variazioni molto contenute si sono mossi due temi importanti: il nuovo arretramento dei titoli legati ai semiconduttori e l’avvio della stagione delle trimestrali bancarie.
Partenza difficile per la tecnologia
Già dall’apertura il mercato ha mostrato due velocità. Il Dow Jones aveva inizialmente provato a salire, mentre S&P 500 e soprattutto Nasdaq erano partiti in territorio negativo.
A pesare ancora una volta sono stati i semiconduttori. Il settore sta attraversando una fase di maggiore nervosismo dopo le indicazioni sui progressi tecnologici della cinese CXMT nel mercato delle memorie DRAM, che hanno riacceso i timori per una possibile maggiore concorrenza asiatica.
Micron Technology ha perso circa il 3,6%, mentre Applied Materials ha registrato un ribasso ancora più marcato. Il settore dei semiconduttori ha così proseguito una serie negativa che dura ormai da diverse sedute.
Il messaggio del mercato è interessante: l’intelligenza artificiale continua a sostenere le prospettive di crescita del settore tecnologico, ma gli investitori stanno iniziando a chiedersi sempre più spesso quanto degli enormi investimenti nell’AI riuscirà realmente a trasformarsi in utili.
Partono le trimestrali delle grandi banche
L’altro grande tema della giornata è stato l’inizio della stagione dei risultati societari. Sono arrivati i conti di alcuni dei principali gruppi finanziari americani.
Goldman Sachs ha superato le attese su utili e ricavi, mentre Citigroup ha pubblicato risultati migliori delle previsioni ma è stata comunque penalizzata in Borsa.
Più debole Wells Fargo, dopo risultati che hanno deluso soprattutto sul fronte del margine d’interesse. Anche JPMorgan Chase ha vissuto una seduta volatile dopo risultati trimestrali complessivamente solidi ma inferiori alle aspettative su alcune metriche osservate dagli investitori.
Le banche stanno dando quindi un’indicazione abbastanza chiara: l’economia americana rimane resistente, ma tassi elevati e forte volatilità dei mercati stanno iniziando a incidere su alcune attività finanziarie.
Apple tocca un nuovo massimo intraday
Non tutto il settore tecnologico ha però sofferto. Durante la seduta Apple ha raggiunto un nuovo massimo storico intraday, mostrando ancora una volta quanto il mercato continui a premiare alcune delle società americane con maggiore capacità di generare utili e flussi di cassa.
È un elemento importante perché conferma la forte selettività attuale di Wall Street: non basta più appartenere al settore tecnologico per salire. Gli investitori stanno distinguendo sempre di più tra società capaci di trasformare gli investimenti in risultati concreti e aziende le cui valutazioni dipendono soprattutto dalle aspettative future.
Petrolio e rendimenti danno un po’ di respiro
Un aiuto ai mercati è arrivato invece dal petrolio. Dopo le forti oscillazioni delle ultime settimane legate alle tensioni geopolitiche, il Brent ha registrato un arretramento di circa lo 0,9%.
Sono scesi leggermente anche i rendimenti dei Treasury americani. È un movimento importante soprattutto per i titoli tecnologici: rendimenti obbligazionari più bassi tendono infatti a rendere relativamente più interessanti le società con forti aspettative di crescita futura.
Per il momento, però, non è bastato a riportare stabilmente il Nasdaq in territorio positivo.
Domani arriva il dato che può cambiare la settimana
Il vero appuntamento arriverà mercoledì 14 ottobre alle 14:30 italiane, con la pubblicazione dell’inflazione americana di settembre.
| Dato | Attesa | Precedente |
|---|---|---|
| Inflazione mensile | +0,6% | +0,4% |
| Inflazione annuale | 3,6% | 3,4% |
| Inflazione core mensile | +0,2% | +0,3% |
| Inflazione core annuale | 2,5% | 2,4% |
La differenza tra inflazione generale e inflazione core sarà particolarmente importante. Il mercato sembra prepararsi a un’accelerazione dell’indice generale, soprattutto per effetto dell’energia. Se però l’inflazione core dovesse risultare contenuta, la reazione potrebbe essere molto meno negativa.
Cosa potrebbe succedere a Wall Street domani
Inflazione core sotto o in linea con le attese.
Potrebbe ridurre le tensioni sui rendimenti dei Treasury e favorire soprattutto Nasdaq e titoli growth.
Inflazione superiore alle attese.
Aumenterebbe il rischio che la Federal Reserve mantenga una politica monetaria restrittiva più a lungo. In questo caso potrebbero tornare a salire rendimenti e dollaro, con maggiore pressione sulle azioni tecnologiche.
Dato misto, con inflazione generale alta ma core moderata.
Potrebbe produrre una reazione inizialmente volatile ma senza necessariamente cambiare la direzione di medio periodo del mercato.
Non sarà quindi importante soltanto leggere il numero dell’inflazione: bisognerà osservare soprattutto come reagiranno i Treasury americani.
Non solo inflazione: arrivano altre grandi trimestrali
Prima dell’apertura di Wall Street saranno pubblicati anche i risultati di altre società importanti. Tra i nomi da seguire ci sono Bank of America, Morgan Stanley, BlackRock e State Street.
Per il settore tecnologico sarà importante anche la trimestrale di ASML, uno dei gruppi strategici dell’intera catena mondiale dei semiconduttori. Dopo le vendite degli ultimi giorni sui chip, le indicazioni di ASML sulla domanda futura potrebbero quindi assumere un peso superiore al normale.
Alle 20:00 italiane arriverà inoltre il Beige Book della Federal Reserve, il rapporto che raccoglie informazioni sull’andamento dell’economia nelle diverse aree degli Stati Uniti.
La chiave di lettura di RendeChiaro
Wall Street non sta mostrando, almeno per ora, un vero segnale di fuga dal rischio. L’S&P 500 rimane vicino ai massimi e il calo di oggi è stato minimo.
Ma il mercato sta diventando più selettivo. Finora l’intelligenza artificiale ha rappresentato uno dei principali motori del rialzo americano. Le vendite sui semiconduttori degli ultimi giorni mostrano però che le aspettative da sole iniziano a non bastare più.
Ora gli investitori vogliono vedere gli utili. E soprattutto vogliono capire se inflazione e tassi permetteranno alle valutazioni elevate raggiunte da Wall Street di essere sostenibili.
Per questo la seduta di domani potrebbe essere molto più importante di quella appena conclusa. Il dato da segnare è uno: ore 14:30 italiane, inflazione USA. Da lì potrebbe partire il prossimo movimento significativo di Wall Street.
Fonti
Reuters; Associated Press; Bank of America Investor Relations; Morgan Stanley Investor Relations; Investing.com Economic Calendar.
a cura di Andrea Aidala


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