Il Governo studia un nuovo intervento sull’IRPEF per il ceto medio: l’aliquota del 33% potrebbe essere estesa fino a 60.000 euro di reddito. Ma chi ci guadagnerebbe davvero? RendeChiaro ha fatto i conti.
La prossima Manovra potrebbe portare un nuovo taglio dell’IRPEF per una parte del ceto medio.
Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha confermato l’intenzione di intervenire sulla fascia di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro, portando l’aliquota applicata a questa parte del reddito dall’attuale 43% al 33%. La misura è tra quelle allo studio per la Legge di Bilancio 2027 e non è quindi ancora definitiva.
Prima cosa da chiarire: non tutto il reddito sarebbe tassato al 33%
Quando si parla di aliquota IRPEF al 33% fino a 60.000 euro è facile fare confusione. L’IRPEF funziona infatti per scaglioni.
- fino a 28.000 euro si applica l’aliquota prevista per il primo scaglione;
- sulla parte compresa tra 28.000 e 50.000 euro si applica il 33%;
- oltre 50.000 euro si applica il 43%.
La proposta del Governo consiste nell’allargare il secondo scaglione fino a 60.000 euro. La parte di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro, oggi soggetta al 43%, verrebbe così tassata al 33%.
La differenza è quindi di 10 punti percentuali.
Quanto si risparmierebbe davvero?
| Reddito imponibile | Parte interessata dal taglio | Risparmio IRPEF annuo teorico |
|---|---|---|
| 40.000 € | 0 € | 0 € |
| 50.000 € | 0 € | 0 € |
| 52.000 € | 2.000 € | 200 € |
| 55.000 € | 5.000 € | 500 € |
| 58.000 € | 8.000 € | 800 € |
| 60.000 € | 10.000 € | 1.000 € |
| 70.000 € | 10.000 € | 1.000 €* |
Un reddito di 55.000 euro
Oggi i 5.000 euro compresi tra 50.000 e 55.000 euro sono soggetti all’aliquota del 43%: 5.000 × 43% = 2.150 euro.
Con l’aliquota al 33%: 5.000 × 33% = 1.650 euro. Il risparmio sarebbe quindi di 500 euro all’anno.
Un reddito di 60.000 euro
Qui viene utilizzata per intero la nuova fascia da 50.000 a 60.000 euro. Con il 43% il prelievo sulla fascia è di 4.300 euro; con il 33% scenderebbe a 3.300 euro.
La differenza è di 1.000 euro di IRPEF in meno all’anno, pari a circa 83 euro al mese se si divide semplicemente il beneficio su dodici mesi.
Non significa però necessariamente trovare esattamente 83 euro in più in ogni busta paga: il risultato effettivo dipende anche da detrazioni, conguagli e situazione fiscale personale.
E chi guadagna 30.000 o 40.000 euro?
Un contribuente con un reddito imponibile di 30.000, 40.000 o anche 50.000 euro non riceverebbe alcun ulteriore vantaggio da questa specifica modifica, perché il suo reddito non entra nella fascia 50.000-60.000 euro.
Il nuovo intervento sarebbe quindi rivolto principalmente alla parte medio-alta dei contribuenti.
E chi guadagna più di 60.000 euro?
In un sistema IRPEF progressivo, anche chi guadagna più di 60.000 euro potrebbe teoricamente beneficiare della riduzione sulla parte di reddito compresa fra 50.000 e 60.000 euro. Per esempio, con 70.000 euro di imponibile il beneficio teorico resterebbe 1.000 euro.
Questo punto dovrà però essere verificato nel testo definitivo della Manovra: potrebbero essere previsti meccanismi per limitare o sterilizzare il beneficio oltre determinate soglie di reddito.
RendeChiaro: cosa cambia davvero
La frase “IRPEF al 33% fino a 60.000 euro” può far pensare a un taglio delle tasse molto più ampio di quello reale. I numeri aiutano a capire meglio.
- Fino a 50.000 euro: nessun beneficio aggiuntivo da questa specifica misura.
- A 55.000 euro: risparmio teorico di circa 500 euro l’anno.
- Da 60.000 euro in poi: beneficio massimo teorico di 1.000 euro l’anno, salvo eventuali limitazioni.
La misura non è ancora definitiva
Il taglio fa parte delle ipotesi su cui il Governo sta lavorando per la Manovra 2027. Il Documento programmatico di finanza pubblica ha definito la cornice entro cui dovrà essere costruita la prossima Legge di Bilancio e l’estensione del taglio IRPEF fino a 60.000 euro figura tra gli interventi allo studio.
Per sapere se il taglio entrerà davvero in vigore, con quali soglie e con quali eventuali limitazioni, bisognerà quindi attendere il testo della Manovra.
RendeChiaro seguirà l’iter della Legge di Bilancio e aggiornerà i calcoli quando saranno disponibili le regole definitive.
a cura di Andrea Aidala


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