Dopo settimane di rincari, alla pompa qualcosa si sta finalmente muovendo. Gli sconti introdotti dalle principali compagnie stanno facendo scendere benzina e diesel: secondo i dati diffusi oggi dal Codacons, in appena sei giorni il gasolio è diminuito mediamente di 13 centesimi al litro sulla rete ordinaria e di 18,9 centesimi in autostrada. Per la benzina il calo è stato rispettivamente di 10,7 e 18,8 centesimi.
Quanto significa su un pieno?
Facciamo i conti, come sempre, in modo semplice. Con un serbatoio da 50 litri, un calo di 13 centesimi significa circa 6,50 euro risparmiati a pieno. Con una riduzione di 18,9 centesimi si arriva a circa 9,45 euro. Per chi fa due pieni al mese, parliamo quindi potenzialmente di 13-19 euro in meno al mese, se questi prezzi dovessero mantenersi.
Il problema: rispetto al 2025 spendiamo ancora molto di più
Secondo l’Ufficio studi della CGIA di Mestre, nonostante il price cap introdotto da diverse compagnie, nel solo mese di ottobre famiglie e imprese italiane potrebbero spendere per benzina e diesel 1,1 miliardi di euro in più rispetto a ottobre 2025. La CGIA stima che nel complesso del 2026 l’aggravio possa raggiungere circa 13,6 miliardi di euro, il 20,4% in più rispetto allo scorso anno.
Il conto RendeChiaro
Immaginiamo una famiglia che consuma 100 litri di carburante al mese. Se il prezzo scende di 13 centesimi, il risparmio è di 13 euro al mese, cioè circa 156 euro su dodici mesi se il vantaggio rimanesse invariato. È denaro vero, ma non significa che il carburante sia tornato economico: stiamo recuperando soltanto una parte degli aumenti precedenti.
E non paghiamo solo quando facciamo benzina
Il caro carburanti entra indirettamente nel prezzo di moltissimi prodotti: trasportare alimenti, merci e materie prime costa di più. A questo si aggiungono elettricità e gas. La CNA stima che dall’inizio del conflitto in Iran il maggiore costo energetico sostenuto da famiglie e imprese italiane abbia raggiunto circa 16,5 miliardi di euro rispetto ai prezzi medi di febbraio.
Quanto può costare tutto questo a una famiglia?
Il Codacons stima, nell’ipotesi che i prezzi rimangano sugli attuali livelli, una maggiore spesa annuale di 667 euro per un pensionato solo, 704 euro per un single sotto i 35 anni, 1.167 euro per una coppia senza figli, 1.281 euro per una coppia con un figlio e 1.415 euro per una famiglia con due figli.
Attenzione: non sono 1.415 euro di benzina in più. È la stima dell’effetto complessivo dei rincari sulla spesa annuale della famiglia.
Occhio al 6 ottobre: cambiano le accise
C’è infine una data da segnare sul calendario. L’attuale riduzione dell’accisa sul gasolio, pari a 6,1 centesimi al litro considerando anche l’Iva, termina il 5 ottobre. Dal 6 ottobre dovrebbe entrare in funzione il sistema delle cosiddette accise mobili: l’extra-gettito Iva prodotto dall’aumento dei prezzi energetici viene utilizzato per ridurre le accise.
Quindi, i carburanti stanno davvero diventando più convenienti?
Nel brevissimo periodo sì: rispetto ai picchi dei giorni scorsi, il risparmio alla pompa è concreto. Ma il confronto che conta per il bilancio familiare è quello con i prezzi precedenti alla crisi e con il 2025. RendeChiaro seguirà soprattutto tre numeri: prezzo effettivo alla pompa, risparmio per pieno e impatto mensile sul bilancio familiare.
Perché 10 o 15 centesimi sembrano pochi. Moltiplicati per i litri consumati durante un anno, diventano soldi veri.
a cura di Andrea Aidala


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