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Wall Street chiude sui massimi: il vero segnale non arriva solo dalla tecnologia

Wall Street chiude sui massimi con S&P 500, Nasdaq e Dow Jones in rialzo

IN BREVE

Wall Street termina un’altra seduta positiva e porta S&P 500 e Nasdaq in area record, mentre anche il Dow Jones avanza. Ma fermarsi ai nuovi massimi rischia di far perdere il passaggio più interessante della giornata. Questa volta…

Wall Street termina un’altra seduta positiva e porta S&P 500 e Nasdaq in area record, mentre anche il Dow Jones avanza. Ma fermarsi ai nuovi massimi rischia di far perdere il passaggio più interessante della giornata.

Questa volta il mercato ha ricevuto contemporaneamente tre aiuti: petrolio in discesa, rendimenti dei Treasury meno aggressivi e acquisti che si sono allargati oltre i soliti nomi dell’intelligenza artificiale.

È proprio questo che rende la seduta del 6 ottobre più significativa rispetto a un semplice nuovo record degli indici.

S&P 500 e Nasdaq ai massimi, sale anche il Dow

L’S&P 500 ha superato durante la seduta i precedenti massimi storici, mentre il Nasdaq ha proseguito la corsa. Anche il Dow Jones ha chiuso in rialzo, pur restando più lontano dai propri record.

Il punto, però, è capire come Wall Street sia arrivata fin qui. La pressione dei rendimenti obbligazionari si è leggermente allentata e contemporaneamente il petrolio ha perso terreno. Per le azioni è una combinazione favorevole: meno pressione dai rendimenti e meno pressione potenziale dall’inflazione energetica.

Non soltanto Nvidia: il rialzo comincia ad allargarsi

La tecnologia continua a svolgere un ruolo centrale. Il comparto dei semiconduttori è rimasto forte, con Marvell Technology e AMD tra i titoli osservati. Ma è emerso anche un altro fenomeno interessante: il software americano sta tornando protagonista.

Salesforce, ServiceNow e altre società del comparto stanno beneficiando di aspettative sugli utili migliori e di una lettura dell’intelligenza artificiale che sta cambiando: da possibile minaccia ai software tradizionali a strumento capace di aumentarne produttività e domanda.

È un dettaglio importante perché riduce, almeno temporaneamente, la dipendenza del mercato dai soli semiconduttori.

Google accende anche le utility

Uno dei movimenti più interessanti della giornata è arrivato da Constellation Energy dopo un accordo energetico con Google. Il tema è quello che sta diventando sempre più importante per l’intelligenza artificiale: l’enorme quantità di elettricità necessaria per alimentare i data center.

Questo spiega perché il rally legato all’IA non riguarda più soltanto Nvidia, AMD o i grandi gruppi tecnologici. Sta cominciando a coinvolgere anche energia, infrastrutture e utility.

Utili societari: il mercato sta già guardando oltre

La stagione delle trimestrali entra progressivamente nel radar degli investitori. Con gli indici sui massimi, il mercato dovrà presto superare un test importante: i prezzi sono saliti molto; adesso gli utili devono giustificarli.

Da Milano a New York: lo stesso filo conduttore

La seduta americana completa quanto avevamo osservato oggi in Europa. Nel nostro aggiornamento sulla chiusura di Piazza Affari avevamo evidenziato che il dato più interessante non era soltanto il rialzo dell’indice, ma la contemporanea riduzione della pressione sui titoli di Stato.

Wall Street ha sostanzialmente proseguito lo stesso movimento: rendimenti meno aggressivi, petrolio più debole e maggiore propensione al rischio. È anche l’evoluzione dello scenario impostato nell’analisi dei mercati della mattina.

La lettura di RendeChiaro

Il nuovo massimo dell’S&P 500 farà probabilmente il titolo. Ma non è il dato che guarderei per primo.

Il segnale più interessante è che Wall Street continua a salire nonostante i rendimenti obbligazionari americani rimangano elevati. E oggi è comparso un secondo elemento positivo: il denaro non è rimasto confinato esclusivamente nei soliti colossi tecnologici.

Se il rialzo continuerà ad allargarsi a software, industria, utility e altri comparti, il mercato diventerà strutturalmente più solido. Se invece nei prossimi giorni torneremo a vedere gli indici sostenuti quasi esclusivamente da Nvidia e da poche mega-cap, il record sarà molto meno rassicurante di quanto sembri.

Per un risparmiatore italiano c’è poi una conseguenza concreta. Con i rendimenti obbligazionari ancora elevati, azioni e obbligazioni stanno tornando realmente a competere per il capitale. Non siamo più nell’ambiente di tassi quasi zero in cui l’azionario rappresentava quasi una scelta obbligata per chi cercava rendimento.

Cosa osservare domani

  • Asia e tecnologia. Sarà interessante capire se il nuovo record americano darà un’altra spinta ai titoli tecnologici asiatici oppure provocherà prese di profitto.
  • I Treasury americani. Restano uno dei termometri più importanti: un nuovo aumento deciso dei rendimenti potrebbe riportare pressione soprattutto su tecnologia e titoli growth.
  • La Federal Reserve. Il mercato cercherà nei prossimi appuntamenti e nelle indicazioni dei banchieri centrali conferme sul percorso dei tassi.
  • Gli utili. Con gli indici sui massimi, ogni indicazione delle aziende su margini, domanda e investimenti nell’IA avrà un peso maggiore del normale.

Il test di domani, quindi, non sarà semplicemente vedere se Wall Street farà un altro record. Sarà capire se il mercato riesce a conservare i massimi quando torneranno in primo piano tassi, rendimenti e risultati societari.

a cura di Andrea Aidala

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