La spesa media delle famiglie italiane resta quasi ferma, ma alimentari, casa e bollette continuano ad assorbire una parte enorme del bilancio. E quasi una famiglia su tre dichiara di aver ridotto quantità o qualità del cibo acquistato.
Nel 2025 una famiglia italiana ha speso in media 2.782 euro al mese per i propri consumi.
Il dato, pubblicato dall’Istat l’8 ottobre, è quasi identico a quello dell’anno precedente: nel 2024 erano 2.755 euro. In termini nominali l’aumento è quindi appena dell’1%, mentre l’inflazione armonizzata è stata dell’1,6%.
Ma il numero più importante non è forse quello della spesa media. È un altro: il 29,4% delle famiglie dichiara di aver limitato la spesa per il cibo, riducendo la quantità o la qualità dei prodotti acquistati. Nel 2024 era il 31,1%.
In altre parole, il dato migliora leggermente, ma quasi tre famiglie su dieci continuano a modificare il proprio modo di mangiare per contenere le spese.
2.782 euro non significa che ogni famiglia spenda così tanto
Prima di leggere i dati bisogna fare una distinzione importante. I 2.782 euro sono una media.
La spesa mediana, cioè il valore che divide le famiglie italiane esattamente a metà, è invece di 2.338 euro al mese. Significa che metà delle famiglie spende meno di questa cifra e metà spende di più.
È una differenza di oltre 440 euro al mese rispetto alla media. Questo accade perché alcune famiglie con livelli di spesa molto elevati spingono verso l’alto il valore medio.
Per capire come vive la famiglia “tipica”, quindi, la mediana può essere persino più indicativa della media.
Dove finiscono 2.782 euro al mese?
La fotografia dell’Istat permette di capire quali sono le voci che pesano maggiormente.
La prima, di gran lunga, è abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili, che assorbe il 36% della spesa totale. Su 2.782 euro significa circa 1.002 euro al mese.
Poi arrivano gli alimentari. La spesa media per cibo e bevande analcoliche è salita da 533 a 552 euro al mese, con un aumento del 3,6%. La quota sul totale arriva al 19,8%.
I trasporti assorbono un altro 10,6%, cioè circa 295 euro al mese. Aggiungendo ristorazione e alloggio, che pesano per il 5,9%, si arriva a circa 164 euro mensili.
| Voce | Spesa indicativa mensile |
|---|---|
| Casa, bollette e combustibili | circa 1.002 € |
| Alimentari | 552 € |
| Trasporti | circa 295 € |
| Ristorazione e alloggio | circa 164 € |
| Cura personale e altri servizi | circa 131 € |
| Altre spese | circa 639 € |
| Totale | 2.782 € |
Questa non è la spesa di una famiglia specifica, ma una ricostruzione basata sulle quote medie nazionali indicate dall’Istat.
Il vero problema è quanto resta dopo le spese necessarie
Se guardiamo soltanto alla media, 2.782 euro possono sembrare un livello di spesa elevato. Ma una parte molto consistente del bilancio è destinata a spese difficili da comprimere.
Casa, utenze, carburanti e cibo sono costi che una famiglia può ridurre solo fino a un certo punto.
Ed è proprio qui che emerge il dato più importante. Quando quasi tre famiglie su dieci arrivano a ridurre quantità o qualità del cibo, significa che il margine di manovra è diventato molto stretto.
Non si taglia più soltanto sul ristorante, sui viaggi o sull’abbigliamento. Si interviene anche sulla spesa alimentare.
Anche vestirsi è diventato una voce da ridurre
Il fenomeno non riguarda soltanto il cibo. Tra le famiglie che hanno sostenuto spese per abbigliamento e calzature, il 43,8% dichiara di aver provato a ridurle. Nel Mezzogiorno questa quota arriva al 52,1%.
Anche in questo caso il dato è migliorato rispetto al 2024, ma rimane molto elevato. Si vede quindi una strategia abbastanza chiara: quando il bilancio familiare è sotto pressione, si rinviano prima le spese meno necessarie e, se non basta, si interviene anche su quelle essenziali.
Sud e Nord non spendono allo stesso modo
La media nazionale nasconde poi differenze molto forti. Nel Nord-est la spesa media familiare è superiore del 39,3% rispetto al Sud.
A livello regionale, il Trentino-Alto Adige registra una spesa media di 3.444 euro al mese, mentre in Puglia si scende a 1.975 euro e in Calabria a 2.042 euro.
Questo non significa automaticamente che dove si spende di più si viva meglio. Entrano in gioco redditi diversi, costo delle abitazioni, servizi, trasporti e struttura delle famiglie. Ma mostra quanto sia difficile parlare di una sola “famiglia italiana”.
Chi vive da solo paga di più
Un altro dato interessante riguarda le persone sole. Nel 2025 la spesa media di una famiglia composta da una sola persona è arrivata a 2.070 euro al mese, con un aumento del 7,2% rispetto al 2024.
Il motivo è semplice: molte spese non si dividono. Affitto o mutuo, energia, connessione internet, assicurazioni e molti costi della casa rimangono quasi gli stessi indipendentemente dal numero di persone.
Per questo chi vive da solo tende ad avere un costo pro capite molto più elevato.
La lettura di RendeChiaro
Il dato più interessante del rapporto Istat non è che le famiglie spendano mediamente 2.782 euro. È che la spesa complessiva sia quasi ferma mentre alcune voci essenziali continuano a salire.
Gli alimentari aumentano del 3,6%. La casa assorbe oltre un terzo del bilancio. E quasi una famiglia su tre continua a ridurre quantità o qualità del cibo.
È qui che si misura davvero il potere d’acquisto. Una famiglia può anche spendere la stessa cifra dell’anno precedente, ma se quella cifra compra meno beni o deve essere concentrata sempre più sulle spese indispensabili, la sua libertà economica diminuisce.
La domanda da farsi quindi non è soltanto: “Quanto spende una famiglia italiana?”
Ma soprattutto: “Quanto le rimane davvero da risparmiare dopo aver pagato tutto ciò che non può evitare?”
Ed è probabilmente questo il dato che racconta meglio la situazione economica delle famiglie italiane oggi.
a cura di Andrea Aidala
Fonte principale: Istat, Spese per consumi delle famiglie – Anno 2025, pubblicato l’8 ottobre 2026.


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