La Commissione europea sta valutando una nuova tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere e del gas. L’Italia è tra i Paesi che chiedono un intervento comune. Ma per le famiglie italiane arriveranno davvero sconti sulle bollette e sui carburanti? Per ora non c’è alcuna misura approvata.
Cosa è successo a Bruxelles
Il 12 ottobre 2026 il commissario europeo Wopke Hoekstra ha confermato la costituzione di un gruppo di lavoro per valutare vantaggi, svantaggi e fattibilità giuridica di un prelievo europeo sugli utili straordinari del settore energetico. Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Polonia e Austria hanno chiesto alla Commissione di esaminare questa possibilità. Il gruppo di lavoro non equivale all’approvazione di una tassa.
Che cosa sono gli extraprofitti?
Sono guadagni eccezionali che possono derivare da condizioni di mercato straordinarie, come un forte aumento dei prezzi dell’energia. Immaginiamo un’azienda che guadagnava 100 milioni l’anno e, grazie a prezzi molto più alti, ne guadagni 180: gli 80 milioni aggiuntivi non sarebbero automaticamente tutti tassati. Una legge dovrebbe stabilire base imponibile, soglie e aliquote.
Il precedente del 2022: quasi 29 miliardi di euro
Durante la crisi energetica del 2022 l’UE introdusse un contributo temporaneo di solidarietà per alcune imprese energetiche. La misura prevedeva un’aliquota minima del 33% sugli utili imponibili eccedenti del 20% una media storica di riferimento. Secondo i dati della Commissione riportati da Reuters, il gettito complessivo fu vicino a 29 miliardi di euro. Non è una previsione di incasso per il 2026: oggi mancano ancora le regole di un eventuale nuovo intervento.
Quanto potrebbero risparmiare le famiglie italiane?
Al momento non è possibile quantificarlo. Una tassa sugli extraprofitti raccoglierebbe risorse pubbliche, ma non abbasserebbe automaticamente il prezzo del gas o dell’elettricità. Per ottenere un beneficio in bolletta servirebbe una decisione ulteriore su come distribuire il gettito.
Un esempio puramente ipotetico: se un miliardo di euro fosse destinato a 10 milioni di famiglie, ciascuna riceverebbe 100 euro; con 5 milioni di beneficiari, il contributo sarebbe di 200 euro. Questi importi non sono bonus annunciati né stime ufficiali: mostrano soltanto quanto contino le regole di distribuzione.
Benzina e gasolio scenderanno di prezzo?
Non necessariamente. I prezzi alla pompa dipendono da quotazioni internazionali, raffinazione, distribuzione, accise e IVA. Un prelievo sugli utili delle imprese non cambia da solo queste componenti. Eventuali riduzioni per i consumatori richiederebbero interventi specifici, ancora da definire.
Perché la Commissione procede con cautela
Il precedente del 2022 ha generato ricorsi legali da parte di alcune società energetiche. Bruxelles deve inoltre valutare le differenze fra mercati nazionali e il rischio di conseguenze indesiderate. Il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis ha osservato che gli Stati membri sono generalmente nella posizione migliore per adottare misure nazionali, mentre il gruppo di lavoro servirà anche a condividere le esperienze.
E l’Italia?
Il Governo italiano sostiene la discussione su un possibile contributo europeo. Parallelamente, nell’ambito della preparazione della Manovra 2027, sono emersi confronti sui possibili contributi di banche e imprese energetiche. Non bisogna però confondere queste discussioni con una tassa già deliberata.
Il punto di RendeChiaro: il gettito non basta
Per giudicare l’efficacia di una futura misura servono tre risposte: quanto verrebbe incassato, quale quota arriverebbe ai consumatori italiani e con quali criteri verrebbero individuati i beneficiari. Una tassa può generare risorse importanti senza ridurre automaticamente il costo della vita.
Cosa possono fare oggi le famiglie
In attesa di decisioni ufficiali, conviene verificare il costo complessivo del proprio contratto di luce e gas, confrontare le offerte disponibili e controllare i prezzi dei distributori prima di fare rifornimento. Eventuali nuovi bonus andranno valutati soltanto dopo la pubblicazione di importi, requisiti e modalità di accesso.
Conclusione
La novità è che l’Europa sta esaminando concretamente una possibile tassa comune sugli extraprofitti energetici. Il precedente del 2022 dimostra che un contributo straordinario può raccogliere somme rilevanti. Ma per le famiglie italiane non esiste ancora alcuno sconto approvato: il vero risultato dipenderà dalle scelte politiche sul possibile utilizzo del gettito.
Fonti
Reuters, 12 ottobre 2026: l’UE esamina una tassa sugli extraprofitti di petrolio e gas; ANSA, 9 ottobre 2026: dichiarazioni di Dombrovskis; Reuters, 8 ottobre 2026: confronto italiano sulla Manovra 2027.
a cura di Andrea Aidala


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