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Borse oggi 23 ottobre: Milano chiude in rialzo grazie a Eni, Europa in rosso. Wall Street sotto pressione

Mercati oggi 23 ottobre: Milano +0,36%, borse europee in calo e Wall Street contrastata

IN BREVE

Milano chiude a +0,36% grazie a Eni, mentre DAX, CAC 40 e Londra terminano in rosso. Wall Street contrastata, petrolio in rialzo: cosa aspettarsi da Fed e BCE.

Piazza Affari recupera nel finale e chiude a +0,36%, sostenuta dal rally di Eni. Francoforte, Parigi e Londra terminano in negativo. A New York il Dow Jones perde quasi l’1%, mentre il Nasdaq tenta il recupero. Petrolio, inflazione e timori sull’intelligenza artificiale dominano i mercati.

23 ottobre 2026 — a cura di Andrea Aidala

Piazza Affari chiude in rialzo, ma la settimana resta difficile

Venerdì 23 ottobre si conclude una settimana complicata per i mercati finanziari. A Milano il FTSE MIB guadagna lo 0,36%, chiudendo a 48.558,86 punti, grazie a un recupero finale sostenuto soprattutto dai titoli energetici.

La giornata è stata caratterizzata da forti oscillazioni, con gli investitori divisi tra i risultati positivi di alcune grandi aziende e le preoccupazioni per i prezzi energetici, le tensioni internazionali e la sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

Eni protagonista a Milano: Stellantis arretra

A distinguersi è soprattutto Eni (+5,82%), dopo risultati trimestrali apprezzati dal mercato. La società ha deliberato un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione e un incremento del programma di riacquisto di azioni proprie.

Bene anche Saipem (+4,17%) e Tenaris (+4,51%), favorite dalla forza del comparto energetico. Sul fronte opposto, Stellantis perde il 6,29%, Technoprobe il 4,13%. Fuori dal listino principale Ferragamo arretra del 6,91%.

Il risultato di Piazza Affari racconta un mercato a due velocità: energia in forte rialzo e numerosi altri settori sotto pressione.

Borse europee: prevalgono le vendite

La situazione è più debole nel resto d’Europa. Le principali piazze finanziarie chiudono in territorio negativo:

IndiceChiusuraVariazione
FTSE MIB – Milano48.558,86+0,36%
DAX – Francoforte25.181,65-0,75%
CAC 40 – Parigi7.782,82-0,36%
FTSE 100 – Londra10.690,36-0,32%
STOXX Europe 600635,77-0,31%

Il clima resta condizionato dalla situazione geopolitica in Medio Oriente e dalle difficoltà del settore tecnologico. In Francia le preoccupazioni per i conti pubblici continuano a pesare sugli investitori, in attesa del giudizio di Moody’s sul debito francese.

A Parigi spicca il forte calo di Kering, gruppo proprietario di Gucci, dopo dati commerciali deludenti. Sullo sfondo si aggiungono segnali di rallentamento degli indici PMI dell’Eurozona.

Wall Street oggi: Dow Jones in calo, Nasdaq prova a reagire

A New York, quando le Borse europee hanno già terminato le contrattazioni, la seduta resta incerta. Intorno alle ore 19:00 italiane, i principali indici mostrano il seguente andamento indicativo:

Indice USAVariazione intraday
Dow Jones-0,91%
S&P 500-0,18%
Nasdaq Composite+0,17%

Attenzione: i dati americani sono provvisori, rilevati durante la contrattazione e non rappresentano la chiusura di Wall Street, prevista alle 22:00 italiane.

Il Nasdaq tenta un recupero dopo le vendite della seduta precedente, mentre le altre componenti del mercato americano restano sotto pressione. Gli acquisti tornano selettivamente su alcuni semiconduttori, ma gli investitori continuano a chiedersi quanto le grandi aziende tecnologiche riusciranno a guadagnare dagli enormi capitali destinati all’intelligenza artificiale.

Un altro tema della giornata riguarda SpaceX: le indiscrezioni su una possibile iniziativa nel mercato nazionale della telefonia mobile americana pesano sui principali operatori telecom, mentre favoriscono società proprietarie delle infrastrutture di rete.

Petrolio e gas in aumento: il rischio per le famiglie italiane

Il costo dell’energia torna a essere uno dei principali fattori di rischio per l’economia. Nel pomeriggio il Brent supera i 115 dollari al barile, mentre il WTI americano si porta oltre i 103 dollari. Anche il gas europeo rimane su livelli elevati, con il TTF sopra i 90 euro al megawattora.

Alla base della tensione ci sono soprattutto i timori di interruzioni delle forniture energetiche legati al conflitto in Medio Oriente.

Per le famiglie italiane il problema è concreto: se questi prezzi restassero elevati, potrebbero aumentare carburanti, trasporti, costi industriali e bollette. Il rischio è una nuova accelerazione dell’inflazione proprio mentre le banche centrali devono decidere la direzione dei tassi d’interesse.

Approfondimento: Petrolio, benzina e diesel: quanto rischiano di aumentare i costi per le famiglie?

BTP e mutui: perché i rendimenti restano importanti

La tensione riguarda anche il mercato obbligazionario. Durante la giornata lo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi si mantiene nell’area di 124-126 punti base, con il rendimento del BTP decennale intorno al 4,6%.

Per chi possiede titoli di Stato, un aumento dei rendimenti di mercato comporta generalmente una diminuzione del prezzo delle obbligazioni già emesse. Per chi deve acquistarne di nuovi, rendimenti più elevati possono invece rappresentare un’opportunità, da valutare considerando durata, prezzo e rischi.

Anche per i mutui l’evoluzione dei tassi rimane importante: l’andamento dei mercati obbligazionari e le decisioni della BCE possono influenzare nel tempo le condizioni offerte dalle banche.

La prossima settimana: Fed, BCE e trimestrali Big Tech

La settimana dal 26 al 30 ottobre potrebbe essere decisiva per capire se i mercati riusciranno a stabilizzarsi. Ecco gli appuntamenti da seguire:

  • Lunedì 26 ottobre: riapertura dei listini, prezzi dell’energia e conseguenze del giudizio di Moody’s sulla Francia.
  • Martedì 27 ottobre: avvio della riunione della Federal Reserve; attenzione ai dati USA su fiducia dei consumatori e mercato immobiliare.
  • Mercoledì 28 ottobre: decisione della Fed sui tassi e risultati trimestrali di Microsoft e Alphabet.
  • Giovedì 29 ottobre: decisione della BCE, prima stima del PIL USA del terzo trimestre, inflazione PCE americana e conti di Amazon.
  • Venerdì 30 ottobre: indice americano del costo del lavoro e altri risultati societari.

Le indicazioni di Fed e BCE sulle prospettive dei tassi saranno altrettanto importanti delle loro decisioni immediate: il mercato deve capire quanto l’aumento dei prezzi energetici potrà condizionare l’inflazione.

Cosa significa per chi risparmia e investe in Italia?

La seduta lascia tre indicazioni. Primo: energia e altri settori stanno seguendo traiettorie molto diverse. Secondo: il rincaro dei combustibili può intaccare il potere d’acquisto delle famiglie e ridurre lo spazio per eventuali tagli dei tassi. Terzo: la volatilità ricorda i rischi di concentrare tutto il capitale in pochi titoli o in un solo settore.

Per chi investe attraverso ETF diversificati o piani di accumulo, questi movimenti vanno valutati rispetto ai propri obiettivi e all’orizzonte temporale, evitando decisioni dettate dalle oscillazioni di una sola giornata.

La domanda per lunedì è una: il recupero di alcuni tecnologici e la tenuta dell’energia saranno sufficienti a stabilizzare i mercati, oppure petrolio e inflazione continueranno a prevalere?

Articolo a cura di Andrea Aidala – RendeChiaro.it. Dati aggiornati al 23 ottobre 2026: chiusure europee definitive e quotazioni Wall Street intraday intorno alle 19:00 italiane. Contenuto informativo, non costituisce consulenza finanziaria personalizzata.

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