Dal 31 ottobre 2026 cambia il modo di utilizzare i risparmi accumulati nei fondi pensione. Chi ha maturato i requisiti pensionistici potrà scegliere di ricevere il capitale attraverso pagamenti periodici distribuiti su almeno cinque anni. Una novità importante, ma attenzione alla tassazione: può arrivare al 20%, contro il 15% previsto per altre prestazioni. Ecco cosa cambia e quando conviene.
Fondi pensione: cosa cambia dal 31 ottobre 2026
Una novità importante per milioni di italiani che hanno aderito alla previdenza complementare sta per diventare operativa.
Dal 31 ottobre 2026 sarà possibile richiedere l’erogazione frazionata del capitale accumulato in un fondo pensione.
In termini semplici, chi ha versato contributi durante la propria vita lavorativa potrà scegliere di ricevere il montante attraverso una serie di pagamenti periodici, distribuiti su un arco temporale stabilito.
La durata minima prevista è di cinque anni, ma l’iscritto potrà scegliere un periodo superiore.
La nuova possibilità si aggiunge alle altre modalità di liquidazione della pensione complementare e deriva dalle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2026.
Le istruzioni operative sono state definite dalla COVIP, l’autorità di vigilanza sui fondi pensione.
Non si tratta però di una possibilità di prelevare liberamente i risparmi a qualsiasi età: è necessario aver maturato i requisiti per accedere alla prestazione pensionistica complementare.
Hai 100.000 euro nel fondo pensione? Ecco quanto puoi ricevere
Per comprendere il funzionamento della novità, immaginiamo un lavoratore che arrivi alla pensione con 100.000 euro accumulati nel proprio fondo pensione.
Decide di richiedere l’erogazione frazionata del capitale nell’arco di cinque anni.
Ecco come potrebbe essere distribuito il montante, ipotizzando per semplicità rendimenti nulli e assenza di costi.
| Durata | Importo annuo lordo | Equivalente mensile lordo |
|---|---|---|
| 5 anni | 20.000 € | 1.667 € |
| 10 anni | 10.000 € | 833 € |
| 15 anni | 6.667 € | 556 € |
| 20 anni | 5.000 € | 417 € |
Questi valori sono puramente indicativi e non rappresentano pagamenti garantiti.
Il capitale ancora da liquidare continuerà a essere investito nel fondo pensione.
Questo significa che, se gli investimenti producono rendimenti positivi, il valore delle rate successive potrà aumentare. Al contrario, se i mercati registrano perdite, gli importi potranno diminuire.
Inoltre, la frequenza effettiva dei pagamenti dipenderà dalle opzioni previste dal fondo, con una periodicità che potrà andare da mensile ad annuale.
Quante tasse si pagano? La differenza può essere importante
La tassazione rappresenta uno degli aspetti più delicati della nuova modalità di erogazione.
Per il pagamento frazionato è prevista una ritenuta a titolo d’imposta sulla parte imponibile della prestazione, secondo questo meccanismo:
- 20% di aliquota iniziale;
- riduzione di 0,25 punti percentuali per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo;
- aliquota minima del 15% dopo 35 anni di partecipazione.
Per altre modalità di prestazione pensionistica, come la rendita vitalizia e la rendita a durata definita, il trattamento fiscale sulla parte imponibile maturata dal 2007 prevede generalmente un’aliquota iniziale del 15%, che può scendere fino al 9%.
La differenza può incidere significativamente sull’importo netto disponibile.
Esempio pratico: quanto rimane di 100.000 euro?
Immaginiamo che, sui 100.000 euro accumulati, 80.000 euro costituiscano la parte imponibile e i restanti 20.000 euro siano già fiscalmente esclusi da una nuova tassazione.
Il risultato teorico sarebbe:
| Aliquota | Imposta complessiva | Capitale netto |
|---|---|---|
| 20% | 16.000 € | 84.000 € |
| 18% | 14.400 € | 85.600 € |
| 15% | 12.000 € | 88.000 € |
Tra la tassazione al 20% e quella al 15% ci sono 4.000 euro di differenza.
Attenzione, però: la percentuale applicabile non è una libera scelta dell’iscritto, ma dipende dall’anzianità di partecipazione al sistema di previdenza complementare.
L’esempio non considera rendimenti, costi e variazioni del montante durante l’erogazione. Le somme maturate prima del 2007 possono inoltre essere soggette a regole fiscali differenti.
Meglio ricevere il capitale a rate oppure scegliere una rendita?
La novità apre una possibilità interessante per chi vuole programmare il proprio reddito dopo il pensionamento.
Le principali alternative sono:
| Modalità | Caratteristica principale |
|---|---|
| Rendita vitalizia | Pagamenti per tutta la vita |
| Rendita a durata definita | Pagamenti legati alla speranza di vita residua |
| Prelievi determinabili | Prelievi flessibili entro limiti specifici |
| Erogazione frazionata | Capitale distribuito in almeno 5 anni |
La rendita vitalizia offre una protezione rispetto al rischio di vivere più a lungo del previsto.
L’erogazione frazionata, invece, permette di scegliere una durata prestabilita, indipendentemente dalla speranza di vita.
Per esempio, una persona che dispone già di una pensione pubblica sufficiente a coprire le spese essenziali potrebbe trovare interessante integrare il proprio reddito nei primi anni di pensionamento.
Chi invece dipende maggiormente dal fondo pensione per sostenere le spese quotidiane dovrebbe considerare attentamente il rischio di esaurire il capitale.
La maggiore flessibilità non coincide necessariamente con una maggiore convenienza economica.
Prima di scegliere, è importante confrontare le simulazioni nette delle diverse opzioni.
Chi può richiedere i pagamenti frazionati?
La nuova modalità è rivolta agli iscritti alle forme pensionistiche a contribuzione definita soggette alla disciplina del decreto legislativo 252/2005.
Per richiedere la prestazione occorre generalmente:
- aver maturato i requisiti di accesso alla pensione nel regime previdenziale obbligatorio di appartenenza;
- avere almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare;
- presentare la richiesta secondo le procedure previste dal proprio fondo.
Sono previste particolarità ed esclusioni per alcune categorie, tra cui dipendenti pubblici iscritti a fondi di categoria ancora assoggettati alla precedente disciplina.
È inoltre importante distinguere l’erogazione frazionata dalla RITA, la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, che permette in determinate condizioni di utilizzare il capitale prima del pensionamento ordinario.
Cosa succede al capitale se il pensionato muore?
Una delle caratteristiche delle nuove modalità di prestazione riguarda il destino delle somme non ancora erogate.
Se il beneficiario muore prima dell’esaurimento del capitale, il montante residuo può essere riscattato dai soggetti precedentemente indicati.
L’iscritto deve indicare i beneficiari al momento della richiesta, con la possibilità di modificarli successivamente.
Questo aspetto merita attenzione soprattutto nella pianificazione economica familiare.
La disciplina è diversa da quella di alcune rendite vitalizie, nelle quali il trattamento in caso di decesso dipende dalle garanzie contrattuali scelte.
Una volta iniziati i pagamenti si può cambiare idea?
La scelta della nuova prestazione è normalmente irrevocabile dopo l’avvio della liquidazione.
È tuttavia prevista la possibilità di convertire successivamente il montante residuo in una rendita vitalizia, secondo le condizioni applicabili.
Durante la fase di erogazione non è possibile continuare normalmente ad alimentare la stessa posizione previdenziale, mentre resta possibile cambiare il comparto di investimento nei limiti previsti dal fondo.
Anche per questo è opportuno valutare attentamente la decisione prima di presentare la domanda.
Dal 31 ottobre i fondi dovranno pagare immediatamente?
Non necessariamente.
La COVIP ha previsto un periodo transitorio per permettere ai fondi pensione di adeguare le proprie procedure amministrative e informatiche.
Dal 31 ottobre sarà possibile presentare la richiesta di erogazione frazionata.
Tuttavia, alcuni fondi potrebbero iniziare materialmente i pagamenti soltanto dopo aver completato gli adeguamenti necessari.
Il periodo transitorio non potrà protrarsi oltre il 31 dicembre 2026.
Gli interessati dovrebbero quindi verificare sul sito del proprio fondo pensione le modalità di richiesta, le opzioni disponibili e i tempi previsti per la liquidazione.
Prima di scegliere controlla i costi del tuo fondo pensione
Quando il capitale rimane investito, i costi del fondo pensione continuano a rappresentare un elemento importante.
Commissioni e spese di gestione possono incidere sul rendimento del montante residuo e, di conseguenza, sugli importi che saranno liquidati nel tempo.
Per questo motivo è utile verificare l’Indicatore Sintetico dei Costi (ISC) e confrontare le caratteristiche dei diversi fondi pensione.
RendeChiaro mette a disposizione uno strumento gratuito per confrontare i costi delle linee di investimento dei fondi pensione aperti.
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Conviene davvero il pagamento a rate? Le nostre conclusioni
L’introduzione dell’erogazione frazionata rappresenta un cambiamento significativo per la previdenza complementare italiana.
Per chi ha accumulato un capitale importante, la possibilità di programmare i pagamenti su cinque, dieci o più anni può offrire una maggiore flessibilità nella gestione delle proprie risorse.
Ma ci sono almeno tre aspetti da non sottovalutare.
Il primo è la tassazione, che può risultare meno favorevole rispetto ad altre modalità di erogazione.
Il secondo riguarda il rischio finanziario: il capitale residuo rimane investito e non è necessariamente protetto dalle oscillazioni dei mercati.
Il terzo è il rischio di longevità: una volta esaurito il montante, terminano anche i pagamenti.
La scelta non dovrebbe quindi basarsi soltanto sull’importo delle prime rate, ma sull’equilibrio complessivo tra pensione pubblica, risparmi, fiscalità e necessità future.
Per chi è vicino al pensionamento, il passo più utile è richiedere al proprio fondo una simulazione personalizzata e confrontare il reddito netto ottenibile con ciascuna modalità.
Fonti
- Ministero del Lavoro – Novità della previdenza complementare 2026
- COVIP – Deliberazione del 25 giugno 2026
- Gazzetta Ufficiale – Delibera COVIP pubblicata il 7 luglio 2026
- Ministero del Lavoro – Diritti degli iscritti alla previdenza complementare
Le informazioni e le simulazioni contenute nell’articolo hanno esclusivamente finalità informative e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o previdenziale personalizzata.
Prima pubblicazione: 25 ottobre 2026
a cura di Andrea Aidala


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