26 ottobre 2026 | Risparmio ed energia
IN BREVE. Il prezzo del gas europeo è tornato sopra 97 euro al megawattora, sui livelli più elevati dalla fine del 2022. Le tensioni internazionali e l’avvicinarsi dell’inverno alimentano il timore di nuovi rincari. Ma quanto potrebbe costare tutto questo alle famiglie italiane? Abbiamo simulato gli effetti di aumenti ipotetici di 10 e 20 centesimi al metro cubo, distinguendo tra rincari effettivi e scenari possibili.
Il freddo deve ancora arrivare e per milioni di famiglie italiane si presenta già una preoccupazione: quanto costerà riscaldare casa durante l’inverno 2026-2027?
Lunedì 26 ottobre il prezzo del gas naturale sul mercato TTF di Amsterdam, il principale riferimento europeo, è salito a 97,29 euro per megawattora nelle rilevazioni ANSA della mattina, con un massimo intragiornaliero intorno a 97,50 euro riportato dal Wall Street Journal. Alle 8:45 Borsa Italiana, attraverso Teleborsa, rilevava una quotazione di 96,55 euro per megawattora.
Si tratta di livelli che riportano il mercato energetico europeo a una situazione di forte tensione, anche se ancora distante dai massimi eccezionali registrati durante la crisi del 2022.
Il rischio è che il caro gas finisca per tradursi in nuove bollette pesanti proprio nei mesi in cui le famiglie consumano di più. Ma il prezzo di mercato non coincide con quello pagato dai consumatori. Per capire cosa potrebbe realmente accadere, occorre fare qualche calcolo.
Perché il prezzo del gas sta aumentando?
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno creando nuovi problemi alle forniture energetiche internazionali.
Le difficoltà nei trasporti marittimi attraverso lo stretto di Hormuz, una rotta fondamentale anche per il gas naturale liquefatto (GNL), stanno aumentando la competizione tra Europa e Asia per assicurarsi i carichi disponibili.
Contemporaneamente, l’arrivo della stagione fredda aumenta la richiesta di gas per il riscaldamento. Secondo le rilevazioni riportate dal Wall Street Journal il 26 ottobre, le riserve europee erano piene per circa il 74,6% alla giornata di domenica 25 ottobre.
Le scorte rappresentano una protezione importante contro eventuali interruzioni delle forniture, ma devono essere sufficienti a sostenere i consumi durante l’inverno. Quando gli operatori temono una disponibilità limitata, i prezzi possono aumentare anche prima che si verifichi un’effettiva carenza.
Il caro gas è già arrivato nelle bollette italiane?
Una parte dell’aumento è già visibile nei dati ufficiali. Il 2 ottobre ARERA ha comunicato che, per settembre 2026, la spesa complessiva del cliente tipo del Servizio di tutela della vulnerabilità gas è cresciuta del 12,7% rispetto ad agosto.
La componente della sola materia prima è passata da 0,6864 €/Smc in agosto a 0,8432 €/Smc in settembre. Il dato di settembre è una media mensile del mercato italiano, diversa dalla quotazione giornaliera del TTF di Amsterdam.
Questo significa che l’aumento delle quotazioni internazionali può avere conseguenze sui contratti indicizzati, ma non si trasferisce necessariamente nello stesso giorno e nella stessa misura sulle bollette domestiche. L’effetto effettivo dipenderà dal contratto sottoscritto, dalla formula di indicizzazione, dai consumi e dall’andamento dei prezzi nei prossimi mesi.
Quanto potrebbe aumentare la bolletta del gas? Le simulazioni
Facciamo un esempio concreto. Immaginiamo tre famiglie con consumi annuali differenti: una che utilizza poco gas, una con consumi intermedi e una che lo impiega intensamente per riscaldare la propria abitazione.
Ipotizziamo due scenari: un aumento della componente variabile della materia prima di 10 oppure di 20 centesimi per metro cubo.
| Consumo annuo gas | +0,10 €/Smc | +0,20 €/Smc |
|---|---|---|
| 700 Smc | +70 € | +140 € |
| 1.100 Smc | +110 € | +220 € |
| 1.500 Smc | +150 € | +300 € |
Una famiglia con 1.100 metri cubi potrebbe spendere 220 euro in più?
Sì, ma soltanto nello scenario ipotizzato. Se la componente variabile aumentasse di 20 centesimi per ogni Smc consumato, per 1.100 Smc il costo aggiuntivo della materia prima sarebbe di 220 euro nell’arco di dodici mesi.
Per una famiglia con consumi più elevati, pari a 1.500 Smc, la maggiore spesa sarebbe di 300 euro prima delle imposte.
Questi non sono rincari già annunciati da ARERA, né rappresentano una previsione di aumento automatico legata al TTF. Il calcolo serve a comprendere la sensibilità della spesa familiare ai possibili cambiamenti del prezzo del gas.
E la luce? Anche l’elettricità rischia di costare di più
Il gas naturale viene utilizzato anche per produrre energia elettrica. Per questo motivo, i suoi rincari possono influenzare indirettamente il prezzo della luce.
Il problema è già emerso nell’ultimo aggiornamento ufficiale delle tariffe. ARERA ha comunicato che nel quarto trimestre 2026 la bolletta dell’elettricità per il cliente tipo vulnerabile ancora servito in Maggior Tutela aumenta del 37,3% rispetto al trimestre precedente.
L’aumento non riguarda automaticamente tutte le famiglie italiane, ma soltanto i circa 3 milioni di clienti vulnerabili interessati da quel regime tariffario. Chi ha un contratto a prezzo fisso può essere temporaneamente protetto dagli aumenti della componente energia, mentre chi possiede un contratto indicizzato può risentire maggiormente delle oscillazioni del mercato.
Quanto pesa un aumento del prezzo della luce?
Consideriamo una famiglia con 2.700 kWh di consumi annui.
| Aumento componente energia | Maggiore spesa annua |
|---|---|
| +0,02 €/kWh | +54 € |
| +0,04 €/kWh | +108 € |
| +0,06 €/kWh | +162 € |
Se gas ed elettricità dovessero aumentare contemporaneamente, l’effetto sul bilancio familiare diventerebbe più significativo.
Prezzo fisso o indicizzato: quale contratto conviene per l’inverno?
Con quotazioni così elevate, molti consumatori potrebbero pensare di passare immediatamente a un’offerta a prezzo fisso. Ma non è detto che questa sia sempre la scelta migliore.
Un contratto a prezzo fisso permette di conoscere in anticipo il corrispettivo della componente energia per la durata prevista dall’offerta. Non blocca però tutte le voci della bolletta, comprese imposte ed eventuali componenti regolate.
Un contratto indicizzato segue un indice di mercato, generalmente il PSV per il gas italiano, al quale si aggiungono gli importi previsti dal fornitore. Se il mercato scende, l’indicizzato può diventare più conveniente. Se continua a salire, può comportare una spesa maggiore.
Il confronto corretto deve considerare non soltanto il prezzo al metro cubo, ma anche:
- La quota fissa di commercializzazione annuale.
- L’eventuale spread applicato all’indice.
- La durata della componente a prezzo bloccato.
- La stima della spesa annuale sui propri consumi.
- Eventuali condizioni accessorie e sconti temporanei.
Una tariffa con un prezzo al metro cubo apparentemente basso può risultare meno conveniente se prevede costi fissi elevati.
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Cosa possono fare le famiglie per ridurre le spese?
La prima cosa da verificare è il proprio contratto. Nella bolletta, o nella documentazione contrattuale, bisogna cercare il prezzo della componente energia, la quota fissa e l’eventuale indicizzazione al PSV.
Il secondo passaggio è controllare i consumi reali. Una famiglia che utilizza 700 Smc di gas all’anno risente meno di un aumento unitario rispetto a una che ne consuma 1.500.
Per chi riscalda casa con una caldaia a gas, diventano importanti anche la regolazione del termostato, la programmazione degli orari e la riduzione delle dispersioni termiche.
Occorre inoltre evitare decisioni affrettate, come sostituire un impianto di riscaldamento funzionante soltanto sulla base delle quotazioni di pochi giorni. Ogni investimento dovrebbe essere valutato considerando costo iniziale, risparmio energetico atteso e tempo necessario per recuperare la spesa.
Bonus bollette 2026: chi può avere uno sconto?
Per le famiglie in difficoltà economica esiste il bonus sociale sulle bollette. Dal 1° gennaio 2026, le soglie ISEE previste da ARERA sono:
- 9.796 euro per nuclei con meno di quattro figli a carico.
- 20.000 euro per nuclei con almeno quattro figli a carico.
Le agevolazioni spettano in presenza degli altri requisiti richiesti. Per le forniture dirette, il contratto deve generalmente essere intestato a un componente del nucleo ISEE.
Il riconoscimento del bonus economico avviene automaticamente a seguito della presentazione della DSU e della disponibilità di un ISEE valido, se risultano soddisfatte le condizioni previste.
Cosa accadrà alle bollette nel 2027?
Il tema dei prezzi energetici si intreccia con le misure che potrebbero essere adottate per contenere il costo delle forniture nei prossimi mesi.
Nei giorni scorsi RendeChiaro.it ha già approfondito l’ipotesi di un taglio delle bollette dal 2027. Si tratta di un argomento distinto dall’aumento del prezzo del gas: eventuali interventi pubblici potrebbero alleviare una parte dei costi, ma occorre attendere misure effettivamente approvate prima di quantificare i benefici.
Leggi anche: Bollette, possibile taglio del 10% dal 2027? Quanto potrebbero risparmiare le famiglie.
Conclusione: il vero rischio è un inverno con prezzi elevati per mesi
Il prezzo del gas sopra 97 euro al megawattora rappresenta un segnale importante per l’economia europea e per le famiglie italiane.
Non significa che tutte le bollette aumenteranno immediatamente, ma conferma che il mercato energetico è tornato in una fase di forte tensione.
Per una famiglia che consuma 1.100 Smc all’anno, anche un aumento ipotetico di 20 centesimi al metro cubo può rappresentare 220 euro di maggiore spesa per la sola materia prima, prima delle imposte.
La variabile decisiva sarà la durata del caro energia. Se le quotazioni dovessero diminuire rapidamente, gli effetti sulle famiglie potrebbero essere più contenuti. Se invece dovessero restare elevate per tutto l’inverno, il costo del riscaldamento rischierebbe di pesare maggiormente sui bilanci domestici.
La scelta più utile oggi è controllare il contratto, conoscere i propri consumi e confrontare le alternative disponibili, senza confondere l’andamento del mercato all’ingrosso con un aumento già certo della bolletta.
Fonti: ANSA, gas TTF 26 ottobre 2026; Borsa Italiana / Teleborsa, rilevazione 8:45; ARERA, tutela gas settembre 2026; ARERA, elettricità quarto trimestre 2026; ARERA, bonus sociali 2026; Wall Street Journal, 26 ottobre 2026.
Simulazioni originali RendeChiaro.it. Dati di mercato aggiornati alla mattinata del 26 ottobre 2026. Gli scenari ipotetici non costituiscono previsioni tariffarie.
a cura di Andrea Aidala


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