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Mercati oggi: Wall Street chiude in rosso, Nasdaq -1,37%. Alphabet crolla, cosa aspettarsi domani

Wall Street in rosso: Nasdaq -1,37%, Google Alphabet -12,6%, grafico in discesa e toro di Wall Street

IN BREVE

Wall Street chiude il 29 ottobre in rosso: Nasdaq -1,37% e Alphabet -12,6%. Le ragioni del calo, l’inflazione USA, la Fed e gli appuntamenti del 30 ottobre.

29 ottobre 2026 – Il crollo di Alphabet trascina al ribasso il Nasdaq e riaccende i timori sui costi dell’intelligenza artificiale. L’economia americana cresce, ma l’inflazione resta elevata. Focus sulle trimestrali di Amazon e Intel e sugli appuntamenti di venerdì 30 ottobre.

Wall Street chiude in rosso: tutti i risultati del 29 ottobre

Wall Street termina la seduta di giovedì 29 ottobre 2026 in territorio negativo, penalizzata soprattutto dalle vendite sui grandi titoli tecnologici.

A determinare il clima di incertezza sono state le trimestrali delle grandi aziende americane, i nuovi dati sull’economia statunitense e le prospettive della politica monetaria della Federal Reserve.

Ecco i risultati definitivi dei principali indici americani:

IndiceChiusuraVariazione
Dow Jones52.342,56-0,25%
S&P 5007.720,39-0,30%
Nasdaq Composite26.184,72-1,37%
Russell 20002.859,22+1,01%

Il dato più significativo è la forte differenza tra il Nasdaq, particolarmente esposto alle grandi società tecnologiche, e il Russell 2000, che rappresenta le aziende statunitensi a minore capitalizzazione.

Mentre il settore tecnologico ha subito vendite consistenti, altri comparti hanno mostrato una maggiore tenuta. La giornata non rappresenta quindi una fuga generalizzata dal mercato azionario americano, ma soprattutto una revisione delle aspettative degli investitori nei confronti di alcune delle società che hanno guidato i rialzi degli ultimi mesi.

Alphabet crolla del 12,6%: Wall Street teme i costi dell’intelligenza artificiale

La notizia principale della giornata riguarda Alphabet, la società madre di Google. Il titolo ha perso il 12,6%, registrando una delle peggiori sedute della propria storia.

A provocare le vendite sono stati i risultati trimestrali inferiori alle aspettative sul fronte dei ricavi e, soprattutto, i nuovi dubbi legati agli investimenti nell’intelligenza artificiale.

Le grandi aziende tecnologiche stanno destinando risorse enormi alla costruzione di centri dati, all’acquisto di semiconduttori e allo sviluppo di sistemi avanzati di IA. Ma Wall Street comincia a interrogarsi con maggiore insistenza su una questione fondamentale: quando questi investimenti inizieranno a produrre ritorni economici adeguati?

Nel caso di Alphabet, le preoccupazioni riguardano soprattutto l’elevato fabbisogno di capitale e la capacità di trasformare la crescita dei servizi cloud e dell’intelligenza artificiale in liquidità disponibile.

Il settore dei semiconduttori ha risentito del clima negativo, interrompendo una serie di quattro sedute consecutive di rialzo.

Per gli investitori il messaggio è importante: la crescita dell’intelligenza artificiale continua a rappresentare una grande opportunità economica, ma le aspettative sui profitti futuri devono confrontarsi con costi sempre più elevati.

Le altre protagoniste: Eli Lilly e Ford salgono, Caterpillar perde terreno

Non tutte le società americane hanno chiuso la giornata in perdita. Eli Lilly ha guadagnato il 6,6%, sostenuta dai risultati aziendali e dalle prospettive di crescita del settore farmaceutico.

Ford ha registrato un rialzo del 12,4%, dopo aver comunicato ricavi trimestrali superiori alle aspettative. Andamento opposto per Caterpillar, che ha perso il 9,3%. Nonostante risultati economici migliori delle stime su alcuni indicatori, il mercato ha reagito negativamente alle prospettive di crescita.

Questi movimenti mostrano un mercato sempre più selettivo. Gli investitori non premiano automaticamente le società che presentano utili elevati, ma valutano anche la sostenibilità della crescita, la capacità di generare liquidità e le prospettive dei trimestri successivi.

Economia USA: PIL al 3,4%, ma l’inflazione continua a preoccupare

La seduta è stata influenzata anche da importanti dati macroeconomici diffusi negli Stati Uniti. Secondo la prima stima del Bureau of Economic Analysis, il prodotto interno lordo americano è cresciuto del 3,4% annualizzato nel terzo trimestre del 2026, accelerando rispetto al 2,2% del trimestre precedente.

La crescita è stata sostenuta soprattutto dagli investimenti e dalla spesa dei consumatori, confermando la solidità dell’economia americana. Il quadro è tuttavia meno rassicurante sul fronte dei prezzi.

A settembre l’indice PCE, uno degli indicatori di inflazione maggiormente osservati dalla Federal Reserve, è aumentato del 3,6% su base annua. Il PCE core, che esclude le componenti più volatili di alimentari ed energia, si è attestato al 3,1%.

Entrambi i valori restano superiori all’obiettivo di inflazione del 2% perseguito dalla banca centrale americana. L’economia degli Stati Uniti si trova così in una situazione particolare: la crescita rimane sostenuta, ma le pressioni inflazionistiche non sono ancora state completamente riassorbite. Questo potrebbe rendere più difficile una futura riduzione dei tassi di interesse.

Federal Reserve: tassi invariati tra il 3,75% e il 4%

Il mercato ha continuato a valutare anche le conseguenze della riunione della Federal Reserve del 28 ottobre. La banca centrale americana ha deciso di mantenere il tasso di riferimento nell’intervallo compreso tra il 3,75% e il 4%.

La decisione è stata approvata con dieci voti favorevoli e due contrari. I due componenti contrari avrebbero preferito un aumento immediato dei tassi di 25 punti base.

La Fed ha sottolineato che l’attività economica continua a espandersi a un ritmo sostenuto, ma che l’inflazione resta elevata. Il risultato è una situazione di attesa per i mercati finanziari.

Una politica monetaria restrittiva più duratura potrebbe influenzare il costo del credito, i rendimenti obbligazionari e le valutazioni delle società quotate.

Amazon e Intel: le trimestrali dopo la chiusura pesano sulle aspettative

Un altro elemento importante per la seduta di venerdì arriva dai risultati aziendali pubblicati dopo la chiusura ufficiale di Wall Street.

Amazon ha comunicato ricavi trimestrali per circa 201,9 miliardi di dollari, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma leggermente inferiori alle aspettative degli analisti.

La divisione Amazon Web Services ha registrato una crescita del 39,3%, confermando la forte domanda di servizi cloud. A preoccupare il mercato sono state soprattutto le prospettive di vendita e l’entità degli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Il titolo ha registrato una flessione di circa il 6,5% nelle prime contrattazioni successive alla chiusura. Anche Intel ha pubblicato risultati caratterizzati da elementi contrastanti.

I ricavi del terzo trimestre di Intel sono saliti a circa 16,5 miliardi di dollari, ma le previsioni per il quarto trimestre, comprese tra 15 e 16 miliardi, hanno deluso il mercato.

Questi risultati potrebbero aggiungere pressione al comparto tecnologico nella prossima seduta, soprattutto se gli investitori continueranno a concentrarsi sulla sostenibilità degli investimenti legati all’IA.

Venerdì 30 ottobre: gli appuntamenti economici da seguire

L’ultima seduta della settimana, che coincide anche con la chiusura del mese di ottobre, presenta diversi appuntamenti capaci di influenzare le Borse. Il calendario di venerdì 30 ottobre 2026, con orari italiani:

OrarioAppuntamento
MattinataBanca del Giappone: riunione e comunicazioni di politica monetaria
Prima dell’apertura USATrimestrali di ExxonMobil e Chevron
13:30USA: indice del costo del lavoro, terzo trimestre
14:30Apertura di Wall Street
14:45Chicago PMI di ottobre
21:00Chiusura di Wall Street e del mese di ottobre

Costo del lavoro: un dato importante per la Federal Reserve

L’Employment Cost Index misura l’evoluzione delle retribuzioni e degli altri costi sostenuti dalle imprese per i dipendenti. Il consenso degli analisti indica una crescita trimestrale dello 0,8%, rispetto allo 0,9% precedente.

Un dato superiore alle attese potrebbe rafforzare i timori di un’inflazione persistente e rendere più probabile il mantenimento di tassi elevati. Un rallentamento, invece, potrebbe essere interpretato positivamente dal mercato obbligazionario e da quello azionario.

Petrolio e trimestrali energetiche

Venerdì saranno protagonisti anche i grandi gruppi petroliferi americani ExxonMobil e Chevron. Gli investitori valuteranno la crescita dei ricavi, i margini operativi e le indicazioni sulle prospettive dei prezzi energetici.

Il settore dell’energia rimane particolarmente importante perché l’andamento del petrolio può condizionare sia l’inflazione americana sia le aspettative sui tassi di interesse.

Wall Street domani: tre scenari possibili

Primo scenario: recupero del settore tecnologico. Se le vendite sui grandi titoli tecnologici dovessero attenuarsi e i dati sul costo del lavoro risultassero favorevoli, il Nasdaq potrebbe tentare un recupero.

Secondo scenario: mercato prudente e andamento differenziato. Gli investitori potrebbero continuare a distinguere tra società tecnologiche, finanziarie, industriali e sanitarie, producendo oscillazioni differenti tra i principali indici.

Terzo scenario: nuove pressioni sulle Borse. Un dato sul costo del lavoro superiore alle aspettative, unito a ulteriori vendite sulle società legate all’intelligenza artificiale, potrebbe favorire una nuova giornata negativa.

La chiusura mensile potrebbe inoltre accentuare alcuni movimenti per effetto dei ribilanciamenti dei portafogli. Si tratta naturalmente di scenari e non di previsioni certe sull’andamento dei mercati.

Cosa significa tutto questo per chi investe dall’Italia

La seduta del 29 ottobre offre alcuni elementi interessanti per i risparmiatori italiani. Chi possiede ETF sul Nasdaq o strumenti particolarmente esposti alle grandi società tecnologiche americane può risentire maggiormente delle oscillazioni dei singoli titoli.

Gli ETF sull’S&P 500 offrono una diversificazione più ampia, ma rimangono comunque influenzati dal peso delle maggiori società statunitensi. Anche il cambio euro-dollaro rappresenta un fattore importante per chi investe dall’Italia in strumenti esposti alla valuta americana.

Per chi ha un piano di accumulo di lungo periodo, invece, una giornata negativa non dovrebbe essere valutata isolatamente. L’aspetto fondamentale è verificare la coerenza tra il proprio investimento, l’orizzonte temporale e il livello di rischio che si è disposti a sostenere.

Per approfondire è disponibile la nostra guida:

Conclusioni: Wall Street cerca una nuova direzione

La chiusura del 29 ottobre conferma una fase di maggiore attenzione da parte degli investitori americani. Il forte calo di Alphabet mette in evidenza i dubbi sulla sostenibilità economica degli investimenti nell’intelligenza artificiale, mentre i dati macroeconomici confermano un’economia ancora solida, accompagnata però da un’inflazione persistente.

La Federal Reserve mantiene per il momento i tassi invariati, senza escludere interventi futuri qualora le pressioni sui prezzi non dovessero rallentare.

Venerdì 30 ottobre sarà quindi una giornata importante, sia per le nuove indicazioni economiche sia per capire se il settore tecnologico riuscirà a stabilizzarsi dopo le vendite di giovedì.

RendeChiaro.it continuerà a seguire i mercati con gli aggiornamenti sull’apertura delle Borse e sulle principali notizie economiche che possono incidere sui risparmi e sugli investimenti degli italiani.

Fonti

a cura di Andrea Aidala

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Una risposta

  1. […] Per la ricostruzione della seduta americana precedente, leggi l’analisi serale di Wall Street del 29 ottobre. […]

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