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Mercati oggi, 4 novembre: Wall Street vola dopo le elezioni USA. Dow +3%, ma Nvidia e Tesla scendono

Wall Street dopo le elezioni USA del 4 novembre 2026: Dow Jones +3,03%, S&P 500 +1,58% e Nasdaq +1,44%.

IN BREVE

Wall Street vola dopo le elezioni USA: Dow +3,03%, S&P 500 +1,58%, Nasdaq +1,44%. Nvidia e Tesla scendono. Analisi e appuntamenti del 5 novembre.

Il Dow Jones guadagna oltre 1.500 punti, l’S&P 500 sale dell’1,58% e il Nasdaq dell’1,44%. Wall Street festeggia l’esito delle elezioni americane, ma la giornata non è positiva per tutti: Nvidia, Tesla e diversi titoli legati ai data center arretrano. Ecco cosa è successo mercoledì 4 novembre 2026, come si collega alle nostre analisi pomeridiane e quali dati seguire giovedì 5.

Wall Street chiude in rally: Dow Jones +3,03%

I principali indici statunitensi terminano la seduta in netto rialzo, mentre il mercato rilegge le prospettive politiche dopo la conquista del Congresso da parte dei Democratici.

Indice Chiusura Variazione
Dow Jones 53.356,12 +3,03%
S&P 500 7.688,62 +1,58%
Nasdaq Composite 25.736,51 +1,44%

Il Dow Jones guadagna 1.569,40 punti in una sola giornata. I valori sono quelli definitivi della chiusura del 4 novembre, non rilevazioni di premercato o intraday. La differenza fra Dow e Nasdaq indica una seduta in cui gli acquisti hanno premiato diversi comparti dell’economia tradizionale più di alcune società tecnologiche.

Dal nervosismo dei futures al recupero in apertura

Nella notte elettorale i futures americani erano stati inizialmente penalizzati dalle incertezze sul nuovo equilibrio politico. Con il chiarimento del risultato, gli investitori hanno iniziato a scontare la possibilità che un Congresso controllato dall’opposizione limiti le iniziative più radicali dell’amministrazione Trump, senza cambiare automaticamente le leggi già in vigore.

Il mercato è passato così dalle vendite iniziali agli acquisti. La forte flessione del petrolio e la discesa dei rendimenti dei Treasury hanno sostenuto il clima generale. Nel corso della seduta il recupero si è ampliato fino alla chiusura con tutti i grandi indici in positivo.

La tecnologia si divide: Microsoft e Amazon salgono, Nvidia perde

Il Nasdaq avanza, ma non tutti i titoli dell’intelligenza artificiale partecipano al rally. Fra i rialzi più evidenti della seduta figurano Microsoft (circa +6,7%), Amazon (+6,1%), Alphabet (+3,2%) e Meta (+1,4%). Sul versante opposto Nvidia perde circa il 3,2%, mentre alcuni operatori legati alle infrastrutture IA e ai data center arretrano bruscamente: CoreWeave cede circa il 9,9% e Hut 8 circa il 23%.

L’indice di Philadelphia dei semiconduttori lascia sul terreno circa il 3,1%. La possibile spiegazione della divergenza è una rotazione all’interno dello stesso settore tecnologico: le piattaforme già redditizie possono apparire più solide rispetto alle aziende la cui crescita dipende dall’espansione continua e molto costosa dei data center.

Attenzione: il Congresso appena eletto non ha ancora approvato nuovi vincoli sull’intelligenza artificiale. Il mercato valuta probabilità e scenari futuri, non misure già operative.

Tesla e SpaceX: il confronto con l’articolo pubblicato nel pomeriggio

Durante il pomeriggio avevamo raccontato il ribasso delle società legate a Elon Musk nelle prime rilevazioni, sottolineando che si trattava di dati non definitivi.

A fine seduta, Tesla chiude intorno a −3,3% e SpaceX (SPCX) intorno a −3,9%. Entrambe recuperano dunque una parte delle perdite mostrate nel premercato, ma non riescono a tornare in positivo. Il risultato ricorda che la direzione di un titolo alle prime contrattazioni non coincide necessariamente con quella della chiusura.

Per i numeri del premercato, la simulazione sull’effetto di due posizioni concentrate e il ruolo del dollaro, rimandiamo all’approfondimento già pubblicato: Mercati oggi, 4 novembre: Wall Street sale, Tesla e SpaceX affondano. Le 3 cose da sapere per chi investe.

Petrolio in forte calo, rendimenti USA più bassi

Il Brent cede circa l’8,7%, fino all’area di 94,62 dollari al barile, mentre le aspettative sulla guerra con l’Iran e sulla politica estera americana vengono riconsiderate dopo il voto. Le società energetiche risentono della flessione; per altri settori, costi energetici potenzialmente inferiori sono un segnale favorevole.

Il rendimento del Treasury decennale scende in area 4,88%-4,89%, rispetto a circa 4,95% nella seduta precedente. Un calo dei rendimenti tende a sostenere il prezzo delle obbligazioni a tasso fisso già in circolazione. Per chi investe dall’Italia conta anche il cambio euro/dollaro: un dollaro più debole può ridurre i rendimenti in euro degli investimenti americani non coperti.

Questi movimenti sono rilevazioni di una singola giornata e non dimostrano, da soli, che inflazione, petrolio e tassi continueranno a scendere.

Sanità e consumi fra i protagonisti del rally

Gli acquisti non si concentrano sulle Big Tech. Fra i titoli che si distinguono positivamente compaiono HCA Healthcare (circa +10,3%) e Dollar Tree (+9,6%). Il mercato rivede le prospettive per assistenza sanitaria e consumi con il nuovo quadro politico. Anche le società attive nelle energie rinnovabili vengono sostenute da aspettative di politiche federali più favorevoli, mentre i titoli della difesa e del petrolio incontrano vendite.

Il risultato è un rialzo ampio ma selettivo: proprio per questo vale la pena guardare oltre la percentuale finale del Nasdaq.

I dati macroeconomici del 4 novembre: ADP e servizi

Il rapporto ADP registra 86.000 nuovi posti nel settore privato statunitense a ottobre. L’indice ISM dei servizi si attesta a 54,5 punti, dopo 54,9 a settembre: il settore rimane in espansione, perché l’indice supera quota 50, ma rallenta leggermente.

Per la Federal Reserve il quadro non è univoco. L’occupazione cresce, mentre l’andamento dei prezzi, dei servizi e del costo del lavoro resta decisivo per l’orientamento della politica monetaria.

Giovedì 5 novembre: appuntamenti economici e trimestrali

La prossima seduta servirà a capire se il rally post-elettorale troverà continuità oppure lascerà spazio a prese di profitto. Fra gli indicatori e gli eventi in calendario, con orari italiani:

Ora Appuntamento
08:00 Germania: ordini all’industria
10:00 Italia: vendite al dettaglio
11:00 Eurozona: prezzi alla produzione
13:00 Bank of England: decisione sui tassi
14:30 USA: richieste settimanali di sussidio
14:30 USA: produttività e costo del lavoro nel terzo trimestre

Osservati speciali anche gli utili societari: in Italia i risultati delle banche; negli Stati Uniti le reazioni ai conti di Arm e Qualcomm, ConocoPhillips prima dell’apertura e Airbnb dopo la chiusura. Venerdì 6 novembre l’attenzione si sposterà sul rapporto ufficiale sull’occupazione americana di ottobre.

Le aspettative per domani: tre possibili scenari

Prosecuzione del rally. Un petrolio meno caro, rendimenti obbligazionari stabili e trimestrali solide potrebbero favorire un ulteriore consolidamento dei rialzi. Non è però un risultato garantito.

Pausa dopo il forte recupero. Con il Dow oltre il 3% in una seduta, prese di profitto sarebbero compatibili con una normale fase di assestamento. Una correzione moderata non dimostrerebbe necessariamente un’inversione di tendenza.

Nuova debolezza tecnologica. Se i timori su valutazioni IA, investimenti nei data center e potenziali nuove regole aumentassero, Nasdaq e semiconduttori potrebbero tornare sotto pressione anche con altri comparti più resistenti.

Il collegamento con Piazza Affari: Milano +2,18%

La stessa differenza fra settori si è vista in Europa. Milano ha chiuso a +2,18%, trainata dalle banche, mentre diversi titoli tecnologici hanno perso terreno. Ne abbiamo parlato nell’articolo sulla chiusura delle Borse italiane ed europee del 4 novembre.

Per un investitore italiano che detiene ETF sull’S&P 500, sul Nasdaq o su un indice globale, il risultato dipende dalla composizione del fondo, dalla concentrazione nei singoli titoli e dall’andamento del cambio. Una seduta molto positiva per l’indice non cancella il rischio di perdite sulle singole posizioni.

Il punto di RendeChiaro.it

Il Dow Jones guadagna oltre 1.500 punti mentre Nvidia, Tesla e vari operatori dei data center scendono. È questa la fotografia più istruttiva del 4 novembre: gli investitori non comprano indistintamente tutto il mercato, ma stanno cambiando le valutazioni di rischi, utili futuri e conseguenze del voto americano.

Giovedì andranno seguiti i dati sul lavoro, le trimestrali, i rendimenti dei Treasury e soprattutto la capacità dei rialzi di estendersi anche alle aziende rimaste indietro. Per i risparmiatori la priorità resta valutare i rischi complessivi del portafoglio, non inseguire automaticamente la performance di una giornata.

Fonti

Dati azionari definitivi al 4 novembre 2026. I valori arrotondati dei singoli titoli possono differire leggermente in funzione della fonte. Gli scenari per domani sono ipotesi, non previsioni certe. Informazioni a scopo giornalistico, non consulenza finanziaria.

A cura di Andrea Aidala

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