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Fondi pensione 2026: 5 opportunità da confrontare per costruire una pensione integrativa

Coppia matura davanti a un paesaggio italiano con monete e strumenti di pianificazione della pensione

IN BREVE

Costi, rendimenti, ISC, comparti e contributo del datore di lavoro: cinque opportunità da confrontare usando dati COVIP.

Previdenza · Confronto basato su dati COVIP

Non esiste il “miglior fondo pensione” valido per tutti. Un fondo negoziale con contributo del datore di lavoro può essere molto interessante per chi può aderirvi, mentre un autonomo o chi non ha un fondo di categoria deve confrontare soprattutto fondi aperti e PIP.

Se vuoi partire dalle basi, leggi prima Fondo pensione: cos’è, come funziona e perché iniziare da giovani può fare la differenza.

Per questo confronto usiamo due dati pubblicati dalla COVIP, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione: il rendimento medio annuo di lungo periodo e l’ISC, l’Indicatore sintetico dei costi. L’ISC rappresenta l’incidenza annua dei costi sulla posizione individuale e permette di confrontare forme pensionistiche con criteri omogenei.

5 opportunità da mettere a confronto

Fondo e compartoTipoRendimento medio annuo 10 anni*ISC 10 anni
Cometa – CrescitaNegoziale · Bilanciato3,43%0,18%
Allianz Insieme – Linea AzionariaAperto · Azionario7,48%0,88%
Amundi SecondaPensione – Espansione ESGAperto · Azionario5,36%0,94%
Arti & Mestieri – Crescita 25+Aperto · Azionario6,06%1,73%
Arca Previdenza – Alta Crescita SostenibileAperto · Bilanciato4,91%1,61%
*Periodo 2016-2025. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. Dati COVIP; ISC consultati il 22 settembre 2026.

1. Cometa Crescita: prima verifica il fondo di categoria

Cometa è un fondo pensione negoziale riservato alle categorie di lavoratori previste dalle sue fonti istitutive. Il comparto Crescita ha registrato un rendimento medio annuo del 3,43% nel periodo 2016-2025 e un ISC a dieci anni dello 0,18%.

Per chi può aderire, il punto da verificare non è soltanto il rendimento: in base al contratto collettivo possono essere previsti anche contributi del datore di lavoro. È quindi utile controllare prima il proprio fondo negoziale e le condizioni previste dal CCNL.

2. Allianz Insieme: azionario con ISC sotto l’1%

La Linea Azionaria di Allianz Insieme presenta un rendimento medio annuo a dieci anni del 7,48% e un ISC a dieci anni dello 0,88%. Essendo un comparto azionario, può attraversare oscillazioni anche rilevanti: il dato storico va quindi letto insieme all’orizzonte temporale e alla capacità di sopportare la volatilità.

3. SecondaPensione Espansione ESG: costo contenuto tra gli aperti

SecondaPensione – Espansione ESG, gestito da Amundi, è un comparto azionario di un fondo pensione aperto. Il rendimento medio annuo del decennio è stato del 5,36%, mentre l’ISC a dieci anni è dello 0,94%.

Può entrare nel confronto di chi non ha accesso a un fondo negoziale o vuole valutare un fondo aperto, ricordando che costi e rischio vanno considerati insieme.

4. Arti & Mestieri Crescita 25+: rendimento storico alto, ISC più elevato

Il comparto Crescita 25+ ha registrato un rendimento medio annuo a dieci anni del 6,06%. L’ISC a dieci anni è però dell’1,73%.

È un esempio utile del perché non conviene guardare soltanto al rendimento passato: due comparti possono aver prodotto risultati storici interessanti ma avere strutture di costo molto diverse.

5. Arca Previdenza Alta Crescita Sostenibile: bilanciato più dinamico

Alta Crescita Sostenibile di Arca Previdenza è classificato tra i comparti bilanciati. Il rendimento medio annuo a dieci anni è del 4,91% e l’ISC a dieci anni è dell’1,61%.

Nel confronto può interessare chi vuole valutare una soluzione diversa dall’azionario puro, ma anche qui il costo deve essere pesato insieme alla composizione del comparto e agli anni che mancano al pensionamento.

Perché il fondo negoziale merita sempre un controllo

Il caso Cometa mette in evidenza una differenza importante: i fondi negoziali possono avere costi molto contenuti e, per alcuni lavoratori, anche un contributo aggiuntivo del datore di lavoro. Questo non significa che siano automaticamente la scelta giusta per tutti, ma significa che chi può aderire dovrebbe verificare il proprio fondo di categoria prima di confrontare altre forme.

Come confrontare davvero un fondo pensione

Prima di scegliere, controlla almeno sei elementi: ISC, rendimento storico di lungo periodo, tipo di comparto, accessibilità, flessibilità e possibile contributo del datore di lavoro.

Un giovane con molti anni davanti può valutare un livello di rischio diverso da chi è vicino alla pensione. E un fondo che ha reso di più negli ultimi dieci anni non è necessariamente quello che renderà di più nei prossimi dieci.

La regola RendeChiaro: prima controlla il fondo previsto dal tuo contratto di lavoro; poi confronta costi, comparto e rendimento storico su un orizzonte lungo. Non una classifica pubblicitaria, ma numeri verificabili.

Prima del confronto, definisci l’obiettivo

La previdenza complementare è un progetto di lungo periodo. Costi, contribuzione, orizzonte temporale e possibile contributo del datore di lavoro vanno letti insieme: il rendimento storico, da solo, non basta.


Fonti: COVIP – elenco dei rendimenti; COVIP – comparatore ISC; COVIP – definizione dell’ISC. Dati sui rendimenti al 31 dicembre 2025; ISC consultati il 22 settembre 2026.

Contenuto informativo e comparativo. Non costituisce consulenza previdenziale o finanziaria personalizzata. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

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