I mercati provano a chiudere settembre con un recupero, ma la giornata del 30 settembre ha due facce. Le azioni asiatiche sono sostenute soprattutto dalla tecnologia, mentre sullo sfondo resta la forte pressione sui titoli di Stato. Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sugli Stati Uniti, con dati su inflazione e lavoro capaci di modificare rapidamente le aspettative su Federal Reserve e Wall Street.
Asia: Tokyo guida il recupero
La seduta asiatica mostra un’impostazione positiva. L’indice MSCI Asia-Pacifico escluso il Giappone sale dello 0,4%, mentre il Nikkei di Tokyo guadagna circa il 2,1%, sostenuto in particolare dai titoli tecnologici. In Cina il CSI 300 avanza dello 0,2% e Shanghai dello 0,3% nelle rilevazioni di metà seduta.
Il punto più delicato resta il mercato obbligazionario: il rendimento del Treasury americano a 10 anni si mantiene intorno al 5,23%, vicino ai massimi dal 2007. Rendimenti così elevati aumentano il costo del capitale e possono diventare un freno per le valutazioni azionarie.
Fonte: Reuters, 30 settembre 2026.
Milano ed Europa: indicazioni positive
Le indicazioni prima dell’avvio europeo sono favorevoli: i futures sull’Euro Stoxx 50 segnano circa +0,77%, quelli sul DAX +0,76% e quelli britannici circa +0,71%. La direzione della seduta potrà però cambiare con i dati macroeconomici europei e americani.
Per l’Italia sono in calendario i dati preliminari sull’inflazione di settembre; nel primo pomeriggio arriveranno anche quelli tedeschi. Sono numeri importanti per capire l’evoluzione dei prezzi nell’area euro e le possibili implicazioni per la politica monetaria.
Wall Street: occhi su PCE e lavoro USA
I futures americani indicano per ora una partenza moderatamente positiva: il future sull’S&P 500 avanza di circa 0,24% e quello sul Nasdaq dello 0,13%. Ma oggi i dati macroeconomici potrebbero contare più delle indicazioni iniziali dei futures.
Alle 14:15 italiane è prevista la stima ADP sull’occupazione privata americana. Alle 14:30 arriveranno redditi e consumi delle famiglie, PIL e soprattutto inflazione PCE e PCE core, indicatori seguiti con attenzione dalla Federal Reserve. Alle 15:45 sarà poi pubblicato il Chicago PMI.
Fonti: Borsa Italiana/Radiocor e Reuters.
Cosa osservare oggi
Tre variabili possono determinare la direzione della seconda parte della giornata: inflazione USA, mercato del lavoro e rendimenti dei Treasury. Un PCE più contenuto delle attese potrebbe ridurre la pressione sui rendimenti e favorire soprattutto i titoli growth e tecnologici. Un dato più forte potrebbe invece riportare l’attenzione sul rischio di tassi elevati più a lungo.
Anche il petrolio resta sotto osservazione: il Brent si muove sopra i 103 dollari al barile, mantenendo vivo il tema dell’impatto dell’energia sull’inflazione globale.
In sintesi: l’Europa parte con indicazioni favorevoli, sostenuta dal recupero asiatico e da futures americani positivi. Il passaggio decisivo arriverà però nel pomeriggio, quando i dati statunitensi potranno cambiare rapidamente il quadro per Wall Street e per le aspettative sui tassi.


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