Milano chiude a -2,51%, peggiore tra le grandi piazze europee. Pesano banche, rendimenti obbligazionari e petrolio. Negli Stati Uniti gli indici restano negativi, ma recuperano parte delle perdite iniziali.
Giornata pesante per i mercati finanziari. Piazza Affari ha chiuso mercoledì 7 ottobre con un calo del 2,51%, interrompendo una serie di tre sedute positive e risultando la peggiore tra le principali Borse europee.
Anche il resto d’Europa ha terminato in rosso: Francoforte -1,35%, Parigi -1,22% e Londra -0,79%.
Milano affonda: banche e tecnologia sotto pressione
A pesare sul FTSE MIB sono state soprattutto le banche e alcuni titoli tecnologici.
Tra i peggiori della seduta figurano Technoprobe (-5,97%), Prysmian (-4,68%), UniCredit (-4,18%) e STMicroelectronics (-4,07%). In controtendenza Inwit (+1,87%) e Stellantis (+1,36%).
Il movimento non sembra però legato a un singolo titolo. La pressione è arrivata soprattutto dal mercato obbligazionario e dai timori legati all’inflazione.
Perché oggi le Borse sono scese
Il primo elemento da osservare è il ritorno della tensione sui titoli di Stato.
Negli Stati Uniti il rendimento del Treasury a 30 anni ha raggiunto livelli che non si vedevano dal 2002, mentre in Europa sono tornate le vendite sui bond di diversi Paesi.
In Italia lo spread BTP-Bund è salito intorno a 117 punti base, con il rendimento del BTP decennale al 4,65%.
Il secondo fattore è il petrolio. Il Brent è tornato nell’area dei 100 dollari al barile, alimentando nuovamente i timori che l’energia cara possa mantenere l’inflazione elevata più a lungo.
Ed è proprio qui che nasce il problema per i mercati: se l’inflazione resta alta, anche i tassi di interesse potrebbero rimanere elevati più a lungo.
Wall Street negativa, ma recupera dai minimi
Nel pomeriggio americano anche Wall Street resta in territorio negativo, ma la situazione è migliorata rispetto alle prime ore di contrattazione.
Nel corso della seduta il Dow Jones viaggia intorno al -0,6%, l’S&P 500 circa -0,2% e il Nasdaq intorno al -0,4%.
In precedenza le perdite erano state più consistenti: il Dow era arrivato oltre il -1%, con S&P 500 e Nasdaq rispettivamente a circa -0,6% e -0,7%.
Il mercato americano sta quindi provando a recuperare, ma rimane condizionato dall’aumento dei rendimenti obbligazionari e dall’attesa per le indicazioni della Federal Reserve.
Cosa significa per chi risparmia
Una giornata come quella di oggi interessa anche chi non investe direttamente in Borsa.
Quando salgono i rendimenti dei titoli di Stato, infatti, possono diventare più interessanti BTP, obbligazioni e altri strumenti a reddito fisso. Allo stesso tempo, però, tassi elevati possono mantenere più costosi mutui e finanziamenti e mettere pressione sulle valutazioni delle azioni.
Per il piccolo risparmiatore il punto non è quindi soltanto vedere se il FTSE MIB perde il 2% o il 3%.
La domanda più importante è un’altra: per quanto tempo resteranno così alti i rendimenti?
È questo uno dei fattori che nei prossimi mesi potrà determinare quanto saranno convenienti titoli di Stato, conti deposito, obbligazioni e investimenti azionari.
Cosa guardare nelle prossime ore
Questa sera l’attenzione resta su tre elementi: Wall Street, petrolio e rendimenti dei Treasury americani.
La chiusura definitiva degli Stati Uniti dirà se il recupero visto nel pomeriggio riuscirà a proseguire oppure se torneranno le vendite.
L’appuntamento sarà quindi con il prossimo aggiornamento di Mercati oggi, dopo la chiusura di Wall Street.
a cura di Andrea Aidala


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