Martedì 3 novembre 2026, Piazza Affari ha chiuso praticamente invariata dopo un avvio difficile. La maggior parte delle Borse europee ha invece terminato in ribasso. A Wall Street, ancora aperta al momento della rilevazione, il Nasdaq recupera terreno grazie ai semiconduttori, mentre il Dow Jones rimane negativo. Sullo sfondo, le elezioni americane di metà mandato e l’incertezza in Medio Oriente.
Piazza Affari recupera: FTSE MIB a 49.941 punti
Il FTSE MIB chiude a 49.941 punti, in flessione dello 0,01%. La variazione finale è minima, ma non descrive l’intera seduta: all’apertura Milano perdeva oltre l’1%, prima di recuperare gran parte del terreno con il miglioramento del clima sui mercati internazionali e il sostegno di alcune trimestrali.
Durante la giornata l’indice ha oscillato tra circa 49.294 e 50.325 punti. Il rialzo pomeridiano, arrivato temporaneamente sopra lo 0,3%, non è bastato a determinare una chiusura positiva.
Ferrari, Intesa Sanpaolo e Lottomatica al centro della seduta
Ferrari ha comunicato ricavi trimestrali pari a 1,896 miliardi di euro (+7%) e un utile netto di 431 milioni (+13%). Il Cavallino Rampante ha anche migliorato le previsioni per il 2026. Dopo una reazione iniziale incerta, il titolo ha registrato una forte ripresa.
Intesa Sanpaolo ha annunciato utili netti di 8,2 miliardi nei primi nove mesi del 2026 (+8,1% rispetto allo stesso periodo del 2025), elevando la previsione per l’intero anno a «ben oltre 10 miliardi». Lottomatica ha confermato gli obiettivi annuali nella parte alta dell’intervallo atteso, beneficiando della crescita dei risultati operativi.
Tra i titoli più penalizzati figurano invece Brunello Cucinelli, Stellantis, Tenaris ed Eni, in una giornata debole anche per varie società legate all’energia.
Europa in rosso: Londra, Madrid, Francoforte e Parigi
I principali listini europei terminano sotto la parità. Il comparto minerario risente della debolezza del rame; vendite anche su distribuzione e tecnologia. L’indice paneuropeo STOXX Europe 600 chiude a 645,66 punti (-0,58%).
| Indice | Chiusura del 3 novembre |
|---|---|
| FTSE MIB – Milano | −0,01% |
| CAC 40 – Parigi | −0,34% |
| DAX – Francoforte | −0,46% |
| FTSE 100 – Londra | −1,12% |
| IBEX 35 – Madrid | −0,91% |
| STOXX Europe 600 | −0,58% |
Sui singoli titoli, Zalando soffre dopo risultati giudicati deludenti, mentre ASML è penalizzata dai nuovi dubbi sulle valutazioni delle società legate all’intelligenza artificiale. Segno opposto per Bayer e Philips, sostenute da sviluppi societari favorevoli.
Wall Street: Nasdaq in rialzo, Dow Jones negativo
A New York la seduta è ancora in corso. Alle 17:50 italiane, secondo la rilevazione Reuters, la fotografia è la seguente:
| Indice USA | Variazione intraday |
|---|---|
| Nasdaq Composite | +0,79% |
| S&P 500 | +0,40% |
| Dow Jones | −0,45% |
Le quotazioni statunitensi sono provvisorie e non rappresentano i valori di chiusura.
Il recupero dei titoli tecnologici è sostenuto soprattutto dai produttori di chip: Nvidia guadagna circa il 3% e AMD oltre il 5% nella rilevazione citata. Apple si muove in direzione opposta, perdendo oltre il 2%, dopo aver indicato possibili pressioni sui margini dovute all’aumento del costo dei chip di memoria.
La divergenza tra Nasdaq e Dow Jones dimostra che gli acquisti non interessano tutto il listino: gli investitori continuano a selezionare le aziende in base a utili, prospettive e valutazioni.
Intelligenza artificiale: i mercati chiedono risultati concreti
Il settore dell’intelligenza artificiale resta al centro delle oscillazioni. Le grandi aziende tecnologiche stanno investendo somme ingenti in infrastrutture, data center e semiconduttori, ma il mercato si interroga sui tempi necessari per trasformare questi investimenti in utili e flussi di cassa.
La questione non è soltanto quanto crescano i ricavi: contano anche margini, debito e capacità di finanziare la nuova spesa. Abbiamo approfondito questo tema nell’articolo su intelligenza artificiale, hedge fund e rischio di bolla nelle Big Tech.
Petrolio e Medio Oriente: il Brent resta sopra 100 dollari
La giornata è stata caratterizzata da forti oscillazioni dell’energia. Il Brent si colloca intorno a 103 dollari al barile nel tardo pomeriggio, in calo rispetto ai livelli della mattina ma ancora sopra quota 100. Gli investitori valutano le prospettive di un’intesa diplomatica fra Stati Uniti e Iran, mentre persistono rilevanti rischi geopolitici.
Per l’Europa un eventuale calo duraturo del petrolio potrebbe attenuare alcuni costi di produzione e trasporto; nuove tensioni sulle forniture avrebbero invece l’effetto opposto. Sul mercato obbligazionario, lo spread BTP-Bund resta intorno a 112–113 punti base, con il rendimento del decennale italiano vicino al 4,4%.
Elezioni USA: perché il voto di metà mandato interessa le Borse
Negli Stati Uniti si vota oggi per il rinnovo dell’intera Camera dei Rappresentanti e di una parte del Senato. L’esito determinerà gli equilibri del Congresso durante la seconda parte del mandato presidenziale di Donald Trump.
- Politica fiscale: una maggioranza divisa potrebbe rendere più difficile approvare nuove misure di spesa e modifiche fiscali.
- Regolamentazione: i rapporti di forza al Congresso potrebbero incidere sull’approccio alle grandi società tecnologiche e all’intelligenza artificiale.
- Obbligazioni e dollaro: nuove aspettative su deficit, debito e politica economica potrebbero influenzare rendimenti e cambi.
Non esiste però una corrispondenza automatica fra la vittoria di un partito e l’andamento della Borsa: contano soprattutto il risultato effettivo e la distanza rispetto alle aspettative già incorporate nei prezzi.
Mercoledì 4 novembre: gli appuntamenti da seguire
La prossima seduta sarà influenzata dai primi risultati delle elezioni statunitensi e da diversi indicatori economici. Gli orari sono italiani:
- 09:45: PMI dei servizi italiano.
- 10:00: PMI dei servizi dell’Eurozona.
- 11:00: prezzi alla produzione industriale dell’Eurozona, secondo il calendario Eurostat.
- 14:15: rapporto ADP sull’occupazione privata negli Stati Uniti.
- 16:00: indice ISM dei servizi statunitensi.
La stima preliminare Eurostat dell’inflazione dell’Eurozona relativa a ottobre è prevista per oggi, 3 novembre, e non va quindi confusa con i dati di domani.
Cosa ci insegna la seduta
La giornata mostra un mercato ancora sensibile a trimestrali, geopolitica e prospettive politiche americane. Milano ha recuperato quasi interamente le perdite iniziali, ma il quadro europeo resta prudente e il rialzo dei tecnologici americani non equivale a una ripresa generalizzata.
Per chi investe, il punto da monitorare è la qualità del rialzo: quanti titoli partecipano al recupero, quanto reggono gli utili aziendali e come si evolvono i rendimenti obbligazionari. Saranno questi elementi, oltre all’esito delle elezioni, a orientare le prossime sedute.
Dati aggiornati al 3 novembre 2026. Le quotazioni USA sono intraday (ore 17:50 italiane), non definitive. Questo contenuto è informativo e non costituisce consulenza finanziaria né una raccomandazione di investimento.
Fonti
- ANSA: chiusura di Milano
- ANSA: chiusura delle Borse europee
- Reuters: seduta europea e STOXX 600
- Reuters: andamento di Wall Street
- Intesa Sanpaolo: comunicato sui risultati
- Eurostat: calendario dei dati economici
a cura di Andrea Aidala


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